Esecuzione in base a titolo poi caducato: conseguenze

Corte di Cassazione Sezioni unite civili

Sentenza n. 25478 del 21/09/2021

Le Sezioni Unite, pronunciando su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato il seguente principio di diritto nell’interesse della legge, ex art. 363, comma 3, c.p.c.: .

L’istanza con la quale si chieda il risarcimento dei danni, ai sensi dell’art. 96, comma 2, c.p.c., per aver intrapreso o compiuto l’esecuzione forzata senza la normale prudenza, in forza di un titolo esecutivo di formazione giudiziale non definitivo, successivamente caducato, deve essere proposta, di regola, in sede di cognizione, ossia nel giudizio in cui si è formato o deve divenire definitivo il titolo esecutivo, ove quel giudizio sia ancora pendente e non vi siano preclusioni di natura processuale. Ricorrendo, invece, quest’ultima ipotesi, la domanda andrà posta al giudice dell’esecuzione; e, solamente quando sussista un’ipotesi di impossibilità di fatto o di diritto alla proposizione della domanda anche in sede di opposizione all’esecuzione, potrà esserne consentita la proposizione in un giudizio autonomo.

Con la stessa sentenza le

Sezioni Unite, pronunciando a risoluzione di contrasto, hanno affermato il seguente principio di diritto nell’interesse della legge, ex art. 363, comma 3, c.p.c.:

In caso di esecuzione forzata intrapresa sulla base di un titolo giudiziale non definitivo, la sopravvenuta caducazione del titolo per effetto di una pronuncia del giudice della cognizione (nella specie: ordinanza di convalida di sfratto successivamente annullata in grado di appello) determina che il giudizio di opposizione all’esecuzione si debba concludere non con l’accoglimento dell’opposizione, bensì con una pronuncia di cessazione della materia del contendere, per cui il giudice di tale opposizione è tenuto a regolare le spese seguendo il criterio della soccombenza virtuale, da valutare in relazione ai soli motivi originari dell’opposizione.

Ecco il link per leggerla sul sito della Corte di Cassazione

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Successore e documenti bancari

La Prima Sezione Civile, in tema di contratti bancari, ha affermato che il diritto spettante al cliente, a colui che gli succede a qualunque titolo o che subentra nell’amministrazione dei suoi beni, sancito dall’articolo 119, comma 4, d.lgs. n. 385 del 1993, ad ottenere, a proprie spese, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni, ivi compresi gli estratti conto, può essere esercitato in sede giudiziale attraverso l’istanza di cui all’articolo 210 c.p.c., in concorso dei presupposti previsti da tale disposizione, a condizione che detta documentazione sia stata precedentemente richiesta alla banca e quest’ultima, senza giustificazione, non vi abbia ottemperato.

È la Sentenza n. 24641 del 13 settembre 2021 

Ecco il link per leggerla sul sito della Corte

https://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/24641_09_2021_no-index.pdf

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Buoni postali fruttiferi cointestati

La Prima Sezione Civile, in tema di buoni postali fruttiferi cointestati, ha affermato che, in caso di decesso di uno degli intestatari, ove sul buono sia apposta la clausola “pari facoltà di rimborso”, ciascuno degli intestatari superstiti può chiedere il pagamento dell’intero, non essendo applicabile la disciplina prevista dall’art. 187 d.P.R. n. 256 del 1989 per i libretti di risparmio postali, che subordina il rimborso del saldo alla quietanza di tutti gli aventi diritto.

È la sentenza n. 24639/2021 pubblicata il 13.09.2021. Di seguito il link per leggerla sul sito della Corte

https://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/24639_09_2021_no-index.pdf

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Sfatiamo i luoghi comuni

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Fideiussioni bancarie e condizioni uniformi ABI: interessate le Sezioni Unite

La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione con ordinanza interlocutoria n. 114486 del 40.4.2021 (sotto il link per leggerla)  ha rimesso gli atti al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione della causa alle Sezioni Unite in ordine alla questione, ritenuta di massima di particolare importanza, concernente la nullità dei contratti stipulati in conformità d’intese restrittive della concorrenza, al fine di verificarne l’applicabilità alle fideiussioni bancarie prestate in conformità delle condizioni uniformi predisposte dall’ABI, ed in particolare per stabilire: a) se la coincidenza totale o parziale con le predette condizioni giustifichi la dichiarazione di nullità delle clausole accettate dal fideiussore o legittimi esclusivamente l’esercizio dell’azione di risarcimento del danno; b) nel primo caso, quale sia il regime applicabile all’azione di nullità, sotto il profilo della tipologia del vizio e della legittimazione a farlo valere; c) se sia ammissibile una dichiarazione di nullità parziale della fideiussione; d) se l’indagine a tal fine richiesta debba avere ad oggetto, oltre alla predetta coincidenza, la potenziale volontà delle parti di prestare ugualmente il proprio consenso al rilascio della garanzia, ovvero l’esclusione di un mutamento dell’assetto d’interessi derivante dal contratto.

Link per leggere l’ordinanza sul sito della Corte

 

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Rassegna penale del 2020 della Corte di Cassazione

L’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione ha pubblicato, come fa’ ogni anno, un volume che raccoglie gli orientamenti della Suprema Corte nell’anno precedente.

Il 30.3.2021 é stata pubblicata la rassegna relativa alle sentenze del 2020 articolata in due volumi.

VOLUME PRIMO

PARTE PRIMA
QUESTIONI DI DIRITTO SOSTANZIALE

PARTE SECONDA
IL CONTRASTO ALLA CRIMINALITA’ DEL PROFITTO

Download (PDF, 3.6MB)

VOLUME  SECONDO

PARTE TERZA
QUESTIONI DI DIRITTO PROCESSUALE

PARTE QUARTA
SPESE DI GIUSTIZIA

PARTE QUINTA
LEGISLAZIONE EMERGENZIALE

Download (PDF, 3.8MB)

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Rassegna civile del 2020 della Corte di Cassazione

L’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione ha fatto pubblicare il 31.3.2021, come fa’ ogni anno, dei volumi  che raccolgono gli orientamenti della Suprema Corte nell’anno precedente.

Quest’anno i volumi riferiti alla giurisprudenza del 2020 sono quattro.

VOLUME PRIMO

PARTE INTRODUTTIVA

PARTE PRIMA
I DIRITTI FONDAMENTALI DELLA PERSONA

PARTE SECONDA
I DIRITTI A CONTENUTO ECONOMICO

PARTE TERZA
OBBLIGAZIONI, CONTRATTI E RESPONSABILITA’

Download (PDF, 3.02MB)

VOLUME SECONDO

PARTE QUARTA

PARTE QUINTA
IL DIRITTO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA

PARTE SESTA
I RAPPORTI CON I PUBBLICI POTERI

Download (PDF, 2.33MB)

VOLUME TERZO

PROCEDURA CIVILE

Download (PDF, 2.8MB)

VOLUME QUARTO

APPROFONDIMENTI TEMATICI

Download (PDF, 1.9MB)

 

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Procura speciale per ricorso per cassazione: come accertarne l’anteriorità rispetto alla notifica

La Seconda Sezione della Cassazione Civile ha trasmesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione, oggetto di contrasto, concernente le condizioni e le verifiche necessarie onde riscontrare l’anteriorità, rispetto alla notifica del ricorso per cassazione, della procura speciale rilasciata a margine o in calce ad esso, ovvero su foglio separato.

È l’Ordinanza interlocutoria n. 9358 del 08/04/2021.

Ecco il link per leggerla sul sito della Cassazione

Questo il passaggio della motivazione:

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Il rilievo della nullità della CTU

La Prima Sezione Civile della Cassazione ha rimesso gli atti al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione della causa alle Sezioni Unite in ordine alla questione, decisa in senso difforme dalle sezioni semplici, concernente la natura della nullità della consulenza tecnica di ufficio, ed il conseguente rilievo officioso, o su istanza di parte, della stessa.

È Ordinanza interlocutoria n. 8924 del 31/03/2021.

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte

I ricorrenti sostengono che l’accertamento peritale e la decisione di primo grado – confermata in appello – che su di esso si è fondata, sarebbero affetti da nullità radicale per violazione del contraddittorio, essendo incentrati sulla valutazione di un documento, la richiesta di fido in data 16 luglio 1997, che non sarebbe stato ritualmente acquisito al processo, poiché allegato alla relazione del consulente d’ufficio «ben oltre le preclusioni di cui all’art. 183 c.p.c.».

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Distrazione spese e gratuito patrocinio: si pronunciano le Sezioni Unite

Le Sezioni Unite Civili, pronunciando su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato che la presentazione dell’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato non costituisce rinuncia implicita al beneficio da parte dell’assistito, attesa la diversa finalità ed il diverso piano di operatività del gratuito patrocinio e della distrazione delle spese – l’uno volto a garantire alla parte non abbiente l’effettività del diritto di difesa e l’altra ad attribuire al difensore un diritto in rem propriam – con la conseguenza che il difensore è privo del potere di disporre dei diritti sostanziali della parte, compreso il diritto soggettivo all’assistenza dello Stato per le spese del processo, potendo la rinuncia allo stesso provenire solo dal titolare del beneficio, e tenuto conto, peraltro, che l’istituto del gratuito patrocinio è revocabile solo nelle tre ipotesi tipizzate nell’art. 136 del d.P.R. n. 115 del 2002, norma eccezionale, come tale non applicabile analogicamente.

È la sentenza n. 8561 del 26/03/2021.

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Leasing e fallimento

Le Sezioni Unite, pronunciando su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato i seguenti principio di diritto:

A) La legge n. 124 del 2017 (art. 1, commi 136-140) non ha effetti retroattivi e trova, quindi, applicazione per i contratti di leasing finanziario in cui i presupposti della risoluzione per l’inadempimento dell’utilizzatore (previsti dal comma 137) non si siano ancora verificati al momento della sua entrata in vigore; sicchè, per i contratti risolti in precedenza e rispetto ai quali sia intervenuto il fallimento dell’utilizzatore soltanto successivamente alla risoluzione contrattuale, rimane valida la distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo, dovendo per quest’ultimo social-tipo negoziale applicarsi, in via analogica, la disciplina di cui all’art. 1526 c.c.. e non quella dettata dall’art. 72-quater l.f., rispetto alla quale non possono ravvisarsi, nella specie, le condizioni per il ricorso alla analogia legis, né essendo altrimenti consentito giungere in via interpretativa ad una applicazione retroattiva della l. n. 124 del 2017.

B) In base all’art. 1526 c.c., in caso di fallimento dell’utilizzatore, il concedente che aspiri a diventare creditore concorrente ha l’onere di formulare una completa domanda di insinuazione al passivo, ex art. 93 l.f., in seno alla quale, invocando ai fini del risarcimento del danno l’applicazione dell’eventuale clausola penale stipulata in suo favore, dovrà offrire al giudice delegato la possibilità di apprezzare se detta penale sia equa ovvero manifestamente eccessiva, a tal riguardo avendo l’onere di indicare la somma esattamente ricavata dalla diversa allocazione del bene oggetto di leasing, ovvero, in mancanza, di allegare alla sua domanda una stima attendibile del valore di mercato del bene medesimo al momento del deposito della stessa.  

È la Sentenza n. 2061 del 28 gennaio 2021

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Alcol test e diritto di difesa

L’accertamento strumentale dello stato di ebrezza (cd. alcooltest) costituisce atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile ed impone alla P.G. di dare avviso, al soggetto che vi sia sottoposto, della facoltà di farsi assistere da un difensore, senza che, però, da ciò derivi l’obbligo, per i verbalizzanti, di attendere un lasso di tempo minimo da tale avviso per procedere al test, onde consentire l’arrivo del difensore eventualmente nominato.

È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione Sesta Sezione Civile con Ordinanza n. 28 del 07/01/2021

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