Contabilizzatori di calore e spese di riscaldamento

Le spese del riscaldamento centralizzato di un edificio in condominio, ove sia stato adottato un sistema di contabilizzazione del calore, vanno ripartite in base al consumo effettivamente registrato, risultando perciò illegittima una suddivisione di tali oneri – sia pure solamente parziale – alla stregua dei valori millesimali delle singole unità immobiliari, né potendo a tal fine rilevare i diversi criteri di riparto dettati da una delibera di giunta regionale, che pur richiami specifiche tecniche a base volontaria, in quanto atto amministrativo comunque inidoneo ad incidere sul rapporto civilistico tra condomini e condominio.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione Seconda Sezione Civile con sentenza n. 28282/2019 del 4.11.2019.

L’assemblea aveva deciso di ripartire le spese di riscaldamento, inerenti all’importo del gas metano, al 50% in base al consumo conteggiato e per il restante 50% in base alla tabella millesimale. Nell’imopugnare la delibera L’attore dedusse che tale riparto non fosse conforme al punto 10.2, nono periodo, della Delibera della Giunta Regionale della Lombardia n. IX/2601 del 30 novembre 2011, nonché alla normativa di attuazione contenuta nel Regolamento UNI CTI 10200 espressamente richiamata dalla Giunta regionale.

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Legge 69/2019 sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere

Sul sito della Cassazione è stato pubblicato un interessante studio dell’Ufficio Massimario sulle novità introdotte dalla Legge 19.07.2019 n. 69 in tema di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Ecco il link per aprire il documento

www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/Rel.6219.pdf

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Usura e interessi moratori:la Cassazione vuole arrivare a un punto fermo.

La Prima Sezione civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale rimessione della causa alle Sezioni Unite ai fini dell’ulteriore approfondimento della seguente questione di massima di particolare importanza: se la disciplina antiusura sia riferibile anche agli interessi moratori, dovendosi in particolare valutare, anche alla stregua del tenore letterale dell’art. 644 c.p. e dell’art. 2 della legge n. 108 del 1996, se il principio di simmetria consenta o meno di escludere l’assoggettamento degli interessi di mora alla predetta disciplina, in quanto non costituenti oggetto di rilevazione ai fini della determinazione del tasso effettivo globale medio; qualora si opti per la soluzione contraria, se, ai fini della verifica in ordine al carattere usurario degli interessi, sia sufficiente la comparazione con il tasso soglia determinato in base alla rilevazione del tasso effettivo globale medio di cui al comma 1 dell’art. 2 cit., o se, viceversa, la mera rilevazione del relativo tasso medio, sia pure a fini dichiaratamente conoscitivi, imponga di verificarne l’avvenuto superamento nel caso concreto, e con quali modalità debba aver luogo tale riscontro, alla luce della segnalata irregolarità nella rilevazione.

Trattasi dell’ordinanza interlocutoria 26946 del 22/10/2019.

Questa è la parte rilevante della motivazione”

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Onorari di avvocato per la difesa in due gradi di giudizio: come si richiedono?

Cassazione Civile Sez. 6 Ordinanza Num. 16212 Anno 2019

Presidente: D’ASCOLA PASQUALE Relatore: FORTUNATO GIUSEPPE

Data pubblicazione: 17/06/2019

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte.

Il caso

Il Tribunale di Napoli ha dichiarato la propria incompetenza in relazione alla domanda di liquidazione dei compensi professionali proposta dal ricorrente per il patrocinio svolto in favore del Condominio di Via Petrarca n. 66 di Napoli, nel giudizio definito dal medesimo Tribunale con sentenza n. 5826/2014 e dalla locale Corte d’appello con sentenza n. 4007/2015. Il giudice di merito ha sostenuto che se la domanda ha ad oggetto la richiesta di compensi per l’attività svolta in più gradi di causa, l’intera lite rientra nella competenza del giudice di secondo grado (o di quello che abbia conosciuto per ultimo della controversia), essendo solo questi in grado di valutare l’intera attività svolta e di liquidare il compenso nella misura più adeguata. Avverso detta decisione l’avv. Prospero Pizzolla ha proposto ricorso per regolamento di competenza strutturato in un unico motivo. Il Condominio di Via Petrarca n. 66 di Napoli ha depositato memoria difensiva.

La decisione della Corte

Si legge nella motivazione:

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Mutamento del giudice e rinnovazione della prova penale.

Le Sezioni unite della Cassazione con Sentenza n. 41736 /2019 (ud. 30/05/2019 – deposito del 10/10/2019) hanno affermato che, fermo restando che il giudice che provvede alla deliberazione della sentenza deve coincidere con quello che ha disposto l’ammissione delle prove assunte alla sua presenza, in caso di mutamento del giudice, qualora non venga formalmente rinnovata l’ordinanza ammissiva, i provvedimenti in precedenza emessi conservano comunque efficacia se non espressamente modificati o revocati, ma le parti hanno la facoltà di formulare una richiesta specificamente motivata di ammissione di prove nuove o di rinnovazione di quelle in precedenza assunte, che il giudice deve valutare ai sensi degli artt. 190 e 495 cod. proc. pen., anche in punto di non manifesta superfluità; sicché, qualora la ripetizione delle prove non abbia avuto luogo, o perché non richiesta o perché, pur richiesta, non sia stata ammessa o non sia stata possibile, non è necessario il consenso delle parti alla lettura degli atti ex art. 511, comma 2, cod. proc. pen..

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Divisione ereditaria e immobile abusivo.

Le Sezioni Unite Civili della Cassazione con sentenza n. 25021 del 7 ottobre 2019 ha fissato alcuni importanti principi di diritto in tema di divisione ereditaria.

Eccoli.

1) : «Allorquando tra i beni costituenti l’asse ereditario vi siano edifici abusivi, ogni coerede ha diritto, ai sensi all’art. 713, comma 1, c.c., di chiedere e ottenere lo scioglimento giudiziale della comunione ereditaria per l’intero complesso degli altri beni ereditari, con la sola esclusione degli edifici abusivi, anche ove non vi sia il consenso degli altri condividenti».

2) : «In forza delle disposizioni eccettuative di cui all’art. 46, comma 5 del d.P.R. n. 380 del 2001 e all’art. 40, commi 5 e 6, della legge n. 47 del 1985, lo scioglimento della comunione (ordinaria o ereditaria) relativa ad un edificio abusivo che si renda necessaria nell’ambito dell’espropriazione di beni indivisi (divisione cd. endoesecutiva) o nell’ambito del fallimento (ora, liquidazione giudiziale) e delle altre procedure concorsuali (divisione cd. endoconcorsuale) è sottratta alla comminatoria di nullità prevista, per gli atti di scioglimento della comunione aventi ad oggetto edifici abusivi, dall’art. 46, comma 1, del d.P.R. n. 380 del 2001 e dall’art. 40, comma 2, della legge n. 47del 1985».

3) : «Quando sia proposta domanda di scioglimento di una comunione (ordinaria o ereditaria che sia), il giudice non può disporre la divisione che abbia ad oggetto un fabbricato abusivo o parti di esso, in assenza della dichiarazione circa gli estremi della concessione edilizia e degli atti ad essa equipollenti, come richiesti dall’art. 46 del d.P.R. n. 380 del 2001 e dall’art. 40, comma 2, della legge n. 47 del 1985, costituendo la regolarità edilizia del fabbricato condizione dell’azione ex art. 713 c.c., sotto il profilo della “possibilità giuridica”, e non potendo la pronuncia del giudice realizzare un effetto maggiore e diverso rispetto a quello che è consentito alle parti nell’ambito della loro autonomia negoziale. La mancanza della documentazione attestante la regolarità edilizia dell’edificio e il mancato esame di essa da parte del giudice sono rilevabili d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio».

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Sui reati societari: importante sentenza della Cassazione

Corte di Cassazione Sezione Quinta Penale

Sentenza n. 39999 ud. 15/04/2019 – deposito del 30/09/2019 ( link a sito della Corte )

La Quinta sezione della Corte di cassazione, pronunciandosi in tema di reato di abuso di informazioni privilegiate (insider trading), ha affermato che:

– il reato di cui all’art. 184 T.U.F. è di pericolo e di mera condotta, per cui è sufficiente ad integrarlo l’utilizzo dell’informazione privilegiata per compiere investimenti, sfruttando la conoscenza delle dinamiche finanziarie che stanno per coinvolgere la persona giuridica ed il suo patrimonio azionario, senza che siano necessari l’elisione del margine di rischio dell’investimento e la conseguente realizzazione di un vantaggio e causazione di corrispondente danno;

– nel concetto di “informazione privilegiata” rientrano anche le informazioni acquisite nelle tappe intermedie del processo che porta alla determinazione della circostanza o dell’evento futuro cui volge l’informazione stessa, tra cui rileva anche l’attività relativa ad un incarico di “due diligence” conferito ad una società di consulenza;

– la qualifica di insider primario, soggetto a responsabilità penale – a differenza dell’insider secondario, soggetto a sola responsabilità amministrativa – può ravvisarsi anche nel solo fatto di rivestire, all’interno della società di consulenza che tratta l’incarico relativo all’ente, un ruolo di spicco, quale quello di “socio senior”, che permetta, per sua natura, di divenire recettore e collettore delle informazioni relative alle singole attività di consulenza, pur non partecipandovi direttamente;

– ai fini della valutazione della violazione del principio del ne bis in idem, nel caso di sanzione irrevocabile irrogata dalla Consob, la disapplicazione della norma penale, alla luce della giurisprudenza delle Corti europee, può avere luogo soltanto nell’ipotesi in cui la sanzione amministrativa assorba completamente il disvalore della condotta coprendo sia aspetti rilevanti a fini penali che a fini amministrativi, offrendo pienamente tutela all’interesse protetto dell’integrità dei mercati finanziari e della fiducia del pubblico negli strumenti finanziari.

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Riscossione oneri condominiali e opposizione a decreto ingiuntivo

La Seconda Sezione con Ordinanza interlocutoria n. 24476 del 01/10/2019 ha trasmesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite di tre questioni, oggetto di contrasto, e precisamente: a) quale sia il regime dell’invalidità afferente la delibera con cui l’assemblea ripartisca gli oneri condominiali in violazione dei criteri normativi o regolamentari di suddivisione delle spese; b) se, nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di oneri condominiali, il limite alla rilevabilità, anche d’ufficio, dell’invalidità delle sottostanti delibere debba, o meno, operare, allorché si tratti di vizi implicanti la loro nullità; c) se il rigetto dell’opposizione a decreto ingiuntivo per la riscossione di contributi condominiali sia idoneo alla formazione del giudicato implicito sull’assenza di cause di nullità delibera sottostante.

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Giustizia amministrativa: va cancellato il procedimento che è un clone informatico di altro procedimento.

Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA con ordinanza 615/2019 si è occupata di un caso strano e cioè lo stesso ricorso risultava nel sistema informatico due volte.

Di qui l’istanza dell’avvocato per la cancellazione del secondo ricorso.

Con buon senso la Corte ha stabilito in conformità così statuendo:

“ritenuto che un ricorso che sia il “clone informatico” di un ricorso già presentato è giuridicamente “inesistente” come autonomo ricorso, non essendo sorretto dalla volontà della parte di proporlo e depositarlo, ma essendo il risultato di imperscrutabili errori o difetti del sistema informatico, le cui cause è qui irrilevante acclarare, per evidenti ragioni di economia processuale, essendo invece sufficiente l’ovvia constatazione che il sistema informatico non è un ente giuridico a cui sia riconosciuta la capacità giuridica e di agire e men che meno quella di proporre un ricorso giurisdizionale…….. P.Q.M. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, dispone il non luogo a provvedere”.

Clicca qui per leggere l’ordinanza.

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Istanza liquidazione compenso gratuito patrocinio: è possibile presentarla anche a causa finita.

L’art. 83, comma 3-bis del d.P.R. n. 115 del 2002 non prevede alcuna decadenza a carico del difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato che abbia depositato l’istanza di liquidazione del compenso dopo la pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui la richiesta stessa inerisce, né impedisce al giudice di potersi pronunziare su di essa dopo essersi pronunciato definitivamente sul merito.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione Seconda Sezione Civile con sentenza n. 22448 del 09/09/2019.

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I rischi che corre chi paga con un assegno inviato per posta.

La Prima Sezione civile della Cassazione con ordinanza n. 22016 del 3.9.2019 ha rimesso gli atti al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, sulla seguente questione di massima di particolare importanza, anche tenuto conto della considerevole incidenza pratica della questione stessa: «se possa ravvisarsi un concorso del danneggiato, ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c., nella spedizione a mezzo posta – sia essa ordinaria, raccomandata o assicurata che – con riguardo al pregiudizio patito dal debitore che non sia liberato del pagamento, in quanto il titolo venga trafugato e pagato a soggetto non legittimato in base alla legge cartolare di circolazione».

Nel caso di specie una compagnia di assicurazioni pagava il risarcimento inviando a mezzo posta un assegno che peró veniva trafugato e presentato all’incasso dal trafugatore; le Poste pagavano il titolo senza chiedere al presentatore un secondo documento di identità.

Viene posto il problema della corresponsabilità del debitore che paga inviando a mezzo posta un assegno.

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Copia di atto inesistente e reato di falsità materiale.

Le Sezioni Unite Penali della Corte di cassazione con Sentenza n. 35814 /2019 (ud. 28/03/2019 – deposito del 07/08/2019) hanno affermato che la formazione della copia di un atto inesistente non integra il reato di falsità materiale, salvo che la copia assuma l’apparenza di un atto originale.

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