Studio legale Avvocato Roberto Di Pietro http://studiodipietro.it via Gramsci 41, 67051 Avezzano (AQ) Tel e fax 0863 22278 / 0863 414530 Wed, 23 Sep 2020 12:26:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.1 http://studiodipietro.it/wp-content/uploads/2020/06/image-3-150x150.jpg Studio legale Avvocato Roberto Di Pietro http://studiodipietro.it 32 32 108312043 Quale tassazione per il negozio di cessione di cubatura? http://studiodipietro.it/quale-tassazione-per-il-negozio-di-cessione-di-cubatura/ http://studiodipietro.it/quale-tassazione-per-il-negozio-di-cessione-di-cubatura/#respond Wed, 23 Sep 2020 11:41:35 +0000 http://studiodipietro.it/quale-tassazione-per-il-negozio-di-cessione-di-cubatura/ In tema di imposta di registro, la Sesta sezione tributaria della Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite civili, ai sensi dell’art. 374, comma 2, c.p.c., la risoluzione della questione di massima di particolare importanza relativa alla qualificazione giuridica del negozio di cessione di cubatura, su cui sussiste contrasto qualificatorio (teoria del diritto di superficie, della …

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In tema di imposta di registro, la Sesta sezione tributaria della Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite civili, ai sensi dell’art. 374, comma 2, c.p.c., la risoluzione della questione di massima di particolare importanza relativa alla qualificazione giuridica del negozio di cessione di cubatura, su cui sussiste contrasto qualificatorio (teoria del diritto di superficie, della “rinunzia” abdicativa o traslativa, della servitù non aedificandi o altius non tollendi, del negozio meramente obbligatorio) che si riverbera sui diversi criteri di tassazione dell’atto (aliquota ordinaria dell’8 per cento ovvero del 3 per cento), incidendo altresì a fini fiscali l’alternativa qualificatoria tra atto immediatamente traslativo del diritto edificatorio e atto avente natura patrimoniale, con ulteriori ricadute fiscali delle sopravvenienze di carattere urbanistico successive alla cessione.

È L’ ordinanza interlocutoria n. 19152 del 15/09/2020.

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Diritto alla provvigione e attività effettiva del mediatore. http://studiodipietro.it/diritto-alla-provvigione-e-attivita-effettiva-del-mediatore/ http://studiodipietro.it/diritto-alla-provvigione-e-attivita-effettiva-del-mediatore/#respond Tue, 22 Sep 2020 04:56:05 +0000 http://studiodipietro.it/diritto-alla-provvigione-e-attivita-effettiva-del-mediatore/ La clausola che attribuisca al mediatore il diritto alla provvigione anche in caso di recesso del venditore può presumersi vessatoria quando il compenso non trovi giustificazione nella prestazione svolta dal mediatore, essendo compito del giudice di merito valutare se una qualche attività sia stata posta in essere dal medesimo attraverso condotte propedeutiche e necessarie per …

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La clausola che attribuisca al mediatore il diritto alla provvigione anche in caso di recesso del venditore può presumersi vessatoria quando il compenso non trovi giustificazione nella prestazione svolta dal mediatore, essendo compito del giudice di merito valutare se una qualche attività sia stata posta in essere dal medesimo attraverso condotte propedeutiche e necessarie per la ricerca di soggetti interessati all’acquisto del bene. Si presume vessatoria la clausola che consenta al professionista di trattenere una somma di denaro versata dal consumatore, se quest’ultimo non conclude il contratto o recede dallo stesso, senza prevedere il diritto del consumatore di esigere dal primo il doppio della somma corrisposta ove sia egli a non concludere il contratto oppure a recedere.

Lo dice la Cassazione con sentenza n. 19565 del 08/09/2020.

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Interessi moratori e usura: le Sezioni Unite mettono un punto fermo. http://studiodipietro.it/interessi-moratori-e-usura-le-sezioni-unite-mettono-un-punto-fermo/ http://studiodipietro.it/interessi-moratori-e-usura-le-sezioni-unite-mettono-un-punto-fermo/#respond Sat, 19 Sep 2020 08:42:05 +0000 http://studiodipietro.it/?p=3711 Con sentenza n. 15597 del 18 settembre 2020 le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione (vedi link in fondo all’articolo per scaricarla)  decidendo su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato i seguenti principi di diritto: – La disciplina antiusura si applica agli interessi moratori, intendendo essa sanzionare la pattuizione di interessi eccessivi …

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Con sentenza n. 15597 del 18 settembre 2020 le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione (vedi link in fondo all’articolo per scaricarla)  decidendo su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato i seguenti principi di diritto:

– La disciplina antiusura si applica agli interessi moratori, intendendo essa sanzionare la pattuizione di interessi eccessivi convenuti al momento della stipula del contratto quale corrispettivo per la concessione del denaro, ma anche la promessa di qualsiasi somma usuraria sia dovuta in relazione al contratto concluso.

– La mancata indicazione dell’interesse di mora nell’ambito del T.e.g.m. non preclude l’applicazione dei decreti ministeriali, i quali contengano comunque la rilevazione del tasso medio praticato dagli operatori professionali, statisticamente rilevato in modo del pari oggettivo ed unitario, essendo questo idoneo a palesare che una clausola sugli interessi moratori sia usuraria, perché “fuori mercato”, donde la formula: “T.e.g.m., più la maggiorazione media degli interessi moratori, il tutto moltiplicato per il coefficiente in aumento, più i punti percentuali aggiuntivi, previsti quale ulteriore tolleranza dal predetto decreto”.

– Ove i decreti ministeriali non rechino neppure l’indicazione della maggiorazione media dei moratori, resta il termine di confronto del T.E.G.M., così come rilevato, con la maggiorazione ivi prevista. – Si applica l’art. 1815, comma 2, c.c., onde non sono dovuti gli interessi moratori pattuiti, ma vige l’art. 1224, comma 1, c.c., con la conseguente debenza degli interessi nella misura dei corrispettivi lecitamente convenuti.

– Anche in corso di rapporto sussiste l’interesse ad agire del finanziato per la declaratoria di usurarietà degli interessi pattuiti, tenuto conto del tasso-soglia del momento dell’accordo; una volta verificatosi l’inadempimento ed il presupposto per l’applicazione degli interessi di mora, la valutazione dell’usurarietà attiene all’interesse in concreto applicato dopo l’inadempimento.

– Nei contratti conclusi con un consumatore concorre la tutela prevista dagli artt. 33, comma 2, lett. f) e 36, comma 1, del codice del consumo di cui al d.lgs. n. 206 del 2005, già artt. 1469-bis e 1469-quinquies c.c.. – L’onere probatorio nelle controversie sulla debenza e sulla misura degli interessi moratori, ai sensi dell’art. 1697 c.c., si atteggia nel senso che, da un lato, il debitore, il quale intenda provare l’entità usuraria degli stessi, ha l’onere di dedurre il tipo contrattuale, la clausola negoziale, il tasso moratorio in concreto applicato, l’eventuale qualità di consumatore, la misura del T.e.g.m. nel periodo considerato, con gli altri elementi contenuti nel decreto ministeriale di riferimento; dall’altro lato, è onere della controparte allegare e provare i fatti modificativi o estintivi dell’altrui diritto.

Clicca qui sotto per scaricare la sentenza

Cass Civ SU 19597-2020 interessi di mora e usura

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Mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo: le Sezioni Unite hanno deciso http://studiodipietro.it/mediazione-e-opposizione-a-decreto-ingiuntivo-le-sezioni-unite-hanno-deciso/ http://studiodipietro.it/mediazione-e-opposizione-a-decreto-ingiuntivo-le-sezioni-unite-hanno-deciso/#respond Sat, 19 Sep 2020 07:55:27 +0000 http://studiodipietro.it/?p=3704 Le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazion e con sentenza n. 19596/2020 del 18.09.2020 decidendo su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato il seguente principio di diritto: “Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28 del 2010, i cui giudizi vengano introdotti con un …

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Le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazion e con sentenza n. 19596/2020 del 18.09.2020 decidendo su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato il seguente principio di diritto: “Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28 del 2010, i cui giudizi vengano introdotti con un decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1-bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo”.

In calce il link per scaricare la sentenza.

La sentenza é assai importante per i risvolti applicativi che si avranno su migliaia di giudizi pendenti presso i giudici di merito e, arrivando a distanza di ben cinque anni dalla prima pronuncia della Corte sulla questione – che si era pronunciata in senso opposto -, creerà almeno all’inizio un certo disorientamento visto che la maggior parte dei Giudici di merito riteneva che fosse onere dell’opponente iniziare il procedimento di mediazione (ciò sulla base appunto di Cass. Civ. Sez. III, sent. n. 24629/2015 che veniva spesso richiamata quasi tralaticiamente e che era stata confermata Cass. Sez. 6, Ord. 16.9.2019, n. 23003).

La Terza Sezione Civile della Corte ha ritenuto detta questione di massima particolare importanza tanto da interessare le Sezioni Unite con l’ordinanza interlocutoria n. 18741/2019. Nonostante detta ordinanza interlocutoria però la Sesta Sezione è tornata sull’argomento con l’ordinanza n. 23003 del 16.09.2019  ed ha confermato in toto la sentenza n. 24629/2015.

Le Sezioni Unite prima richiamano l’ordinanza interlocutoria  della Terza Sezione che aveva esposto le ragioni di entrambi gli orientamenti opposti, poi delineano il quadro normativo di riferimento, richiamano i contrasti giurisprudenziali presenti nella giurisprudenza di merito  ed, infine, danno la loro soluzione al quesito se l’onere di introdurre il procedimento di mediazione spetti all’opponente a decreto ingiuntivo ovvero all’opposto.

Le ragioni che fonderebbero la soluzione sopra esposto sarebbero varie.

RAGIONI ATTINENTI AL DETTATO NORMATIVO

L’art. 4, comma 2, D.Lvo 28/2010 prevede che nel proporre l’istanza di mediazione si devono indicare l’oggetto e le ragioni della pretesa: secondo la Corte sarebbe “curioso” – questo é il termine letteralmente usato – che debba essere il debitore opponente a indicare oggetto e ragioni di una pretesa che non é la sua.

L’art. 5, comma 1 bis, D.Lvo 28/2010 prevede che chi intende esercitare un’azione nelle materie ivi indicate deve preliminarmente esperire il procedimento di mediazione: per le Sezioni Unite l’attore nel giudizio di opposizione é il creditore opposto che sarebbe attore in senso sostanziale. Sul punto però le Sezioni Unite non si pongono il problema di chiarire il diverso passaggio argomentativo usato dalla Corte nella sentenza 24629/2015 che aveva  chiarito come le normali posizioni di “opponente – convenuto sostanziale” e “opposto – attore sostanziale” riprendono solo dopo che l’opposizione viene dichiarata procedibile e di conseguenza aveva deciso che é conseguenza logica che grava sull’opponente, in quanto attore del giudizio di opposizione, l’onere dell’avvio del procedimento di mediazione e, in difetto, l’opposizione “sarà improcedibile”.

Infine l’art. 5, comma 6, D.Lvo 28/2010 prevede che dal momento della comunicazione alle altre parti la domanda di mediazione produce effetto interruttivo della prescirizione e, per una sola volta, della decadenza: per le Sezioni Unite non sarebbe logico che un effetto favorevole all’attore come quello appena detto derivi da una iniziativa del debitore.

RAGIONI DI ORDINE LOGICO E SISTEMATICO

Secondo le Sezioni Unite una volta sciolto il nodo della provvisoria esecuzione la causa si incanala in un normale percorso titpico di una causa a cognizione piena ragion per cui la coerenza con il sistema vuole che attore sia il creditore che ha azionato il diritto.

Altro argomento deriva dalle conseguenze delle opposte tesi: se l’onere viene addossato all’opponente e non viene assolto il decreto ingiuntivo passa in giudicato, mentre se l’onere viene posto a carico dell’opposto quest’ultimo, se non lo ottempera, vedrà revocarsi il decreto, ma potrà proporre un nuovo ricorso monitorio.

RAGIONI DI NATURA COSTITUZIONALE

Le Sezioni Unite richiamano l’orientmento del Giudice delle leggi che ha chiarito che violerebbe l’art. 24 condizionare l’eserczio di un’azione giudiziaria al previo adempimento di oneri specie laddove non ricorrano precisi limiti e che comunque sono illegittime le norme che collegano al mancato previo esperimento di rimedi amministrativi la conseguenza della decadenza dell’azione giudiziaria.

Sulla base di questi principi stabili dalla Consulta le Sezioni Unite ritengono preferibile accogliere la tesi che, ponendo a carico del creditore opposto l’onere di instaurare la mediazione, non comportando alcuna decadenza dall’azione.

Queste sono le ragioni che hanno spinto le Sezioni Unite nel senso indicato all’inizio, ragioni certamente degne di nota, ma che sicuramente influirrano e non poco sull’efficienza del sistema giudiziario. I procedimenti monitori vengono soprattutto azionati da imprese che devono recuperare i loro crediti e in tal modo le stesse verranno gravate da un ulteriore onere, scoraggiando in tal modo lo sviluppo di iniziative imprenditoriali. In buona sostanza una sentenza ultragarantista, ma che non ha tenuto conto degli effetti macroeconomici che ne deriveranno specie sotto il profilo degli investimenti.

Clicca qui per scaricare la sentenza  CASS SU 19596 del 18.9.2020

 

 

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Prova testimoniale e forma scritta del contratto http://studiodipietro.it/prova-testimoniale-e-forma-scritta-del-contratto/ http://studiodipietro.it/prova-testimoniale-e-forma-scritta-del-contratto/#respond Fri, 04 Sep 2020 04:24:16 +0000 http://studiodipietro.it/prova-testimoniale-e-forma-scritta-del-contratto/ Le Sezioni unite civili della Corte di cassazione, risolvendo un contrasto nella giurisprudenza di legittimità, hanno affermato che l’inammissibilità della prova testimoniale di un contratto che deve essere provato per iscritto, ai sensi dell’art. 2725, comma 1, c.c., attenendo alla tutela processuale di interessi privati, non può essere rilevata d’ufficio, ma deve essere eccepita dalla …

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Le Sezioni unite civili della Corte di cassazione, risolvendo un contrasto nella giurisprudenza di legittimità, hanno affermato che l’inammissibilità della prova testimoniale di un contratto che deve essere provato per iscritto, ai sensi dell’art. 2725, comma 1, c.c., attenendo alla tutela processuale di interessi privati, non può essere rilevata d’ufficio, ma deve essere eccepita dalla parte interessata prima dell’ammissione del mezzo istruttorio; in particolare, hanno chiarito che, qualora, nonostante l’eccezione di inammissibilità, la prova sia stata ugualmente assunta, è onere della parte interessata opporne la nullità secondo le modalità dettate dall’art. 157, comma 2, c.p.c., rimanendo altrimenti la stessa ritualmente acquisita, senza che detta nullità possa più essere fatta valere in sede di impugnazione.

Trattasi della sentenza n. 16723 del 05/08/2020.

Ecco il link per leggerla sul sito della Corte

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Figli maggiorenni e diritto al mantenimento http://studiodipietro.it/figli-maggiorenni-e-diritto-al-mantenimento/ http://studiodipietro.it/figli-maggiorenni-e-diritto-al-mantenimento/#respond Fri, 04 Sep 2020 04:20:08 +0000 http://studiodipietro.it/figli-maggiorenni-e-diritto-al-mantenimento/ Con ordinanza n. 17183, depositata il 14 agosto 2020, la Prima Sezione Civile della Suprema Corte ha ulteriormente precisato i limiti entro cui il figlio maggiorenne “convivente” può ottenere il mantenimento a carico dei propri genitori. Il Collegio ha puntualizzato, in particolare, che, ultimato il prescelto percorso formativo (scuola secondaria, facoltà universitaria, corso di formazione …

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Con ordinanza n. 17183, depositata il 14 agosto 2020, la Prima Sezione Civile della Suprema Corte ha ulteriormente precisato i limiti entro cui il figlio maggiorenne “convivente” può ottenere il mantenimento a carico dei propri genitori. Il Collegio ha puntualizzato, in particolare, che, ultimato il prescelto percorso formativo (scuola secondaria, facoltà universitaria, corso di formazione professionale), il maggiorenne debba adoperarsi per rendersi autonomo economicamente. A tal fine, egli è tenuto ad impegnarsi razionalmente e attivamente per trovare un’occupazione, tenendo conto delle opportunità reali offerte dal mercato del lavoro, se del caso ridimensionando le proprie aspirazioni. Segnatamente, alla luce del principio di autoresponsabilità che permea l’ordinamento giuridico e scandisce i doveri del soggetto maggiore d’età, costui non può ostinarsi e indugiare nell’attesa di reperire il lavoro reputato consono alle sue aspettative, non essendogli consentito di fare abusivo affidamento sul supposto obbligo dei suoi genitori di adattarsi a svolgere qualsiasi attività pur di sostentarlo ad oltranza nella realizzazione (talvolta velleitaria) di desideri ed ambizioni personali.

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PARTICOLARE TENUITÀ DEL FATTO: ILLEGITTIMA L’ESCLUSIONE DELL’ESIMENTE PER I REATI SENZA UN MINIMO EDITTALE DI PENA DETENTIVA http://studiodipietro.it/particolare-tenuita-del-fatto-illegittima-lesclusione-dellesimente-per-i-reati-senza-un-minimo-edittale-di-pena-detentiva/ http://studiodipietro.it/particolare-tenuita-del-fatto-illegittima-lesclusione-dellesimente-per-i-reati-senza-un-minimo-edittale-di-pena-detentiva/#respond Sat, 25 Jul 2020 07:58:23 +0000 http://studiodipietro.it/?p=3697 La causa di non punibilità della“particolare tenuità del fatto è applicabile al reato di ricettazione attenuata, previsto dal secondo comma dell’articolo 648 del codice penale, e a tutti i reati ai quali, non essendo previsto un minimo edittale di pena detentiva, si applicail minimo assoluto di 15 giorni di reclusione. È quanto ha affermato la …

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La causa di non punibilità della“particolare tenuità del fatto è applicabile al reato di ricettazione attenuata, previsto dal secondo comma dell’articolo 648 del codice penale, e a tutti i reati ai quali, non essendo previsto un minimo edittale di pena detentiva, si applicail minimo assoluto di 15 giorni di reclusione.

È quanto ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza n. 156/2020 depositata il 21.7.2020  (relatore Stefano Petitti), dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’articolo131-bis del codice penale, là dove non consente l’applicazione dell’esimente ai reati per i quali non è stabilito un minimo edittale di pena detentiva e tuttavia è previsto un massimo superiore a cinque anni.

La Corte ha osservato che, con la scelta di consentire l’irrogazione della pena detentiva nella misura minima assoluta (15 giorni di reclusione), il legislatore ha riconosciuto che alcune condotte possano essere della più tenue offensività. Per esse, quindi, è irragionevole escludere a priori l’applicazione dell’esimente.

Link per visualizzare la sentenza sul sito della Corte

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Convertito in legge il cd. decreto rilancio http://studiodipietro.it/convertito-in-legge-il-cd-decreto-rilancio/ http://studiodipietro.it/convertito-in-legge-il-cd-decreto-rilancio/#respond Mon, 20 Jul 2020 18:45:44 +0000 http://studiodipietro.it/?p=3694 Il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 é stato convertito con modificazioni con legge del 17 luglio 2020 n. 77 pubblicata sul Supplemento alla G.U. n. 180 del 18.7.2020

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Il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di
salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 é stato convertito con modificazioni con legge del 17 luglio 2020 n. 77 pubblicata sul Supplemento alla G.U. n. 180 del 18.7.2020

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Modificato dal CIRC con decreto del 10.7.2020 il sistema di risoluzione delle controversie stragidiziali bancarie http://studiodipietro.it/modificato-dal-circ-con-decreto-del-10-7-2020-il-sistema-di-risoluzione-delle-controversie-stragidiziali-bancarie/ http://studiodipietro.it/modificato-dal-circ-con-decreto-del-10-7-2020-il-sistema-di-risoluzione-delle-controversie-stragidiziali-bancarie/#respond Mon, 20 Jul 2020 18:06:46 +0000 http://studiodipietro.it/?p=3691 L'articolo Modificato dal CIRC con decreto del 10.7.2020 il sistema di risoluzione delle controversie stragidiziali bancarie proviene da Studio legale Avvocato Roberto Di Pietro.

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Notifiche e comunicazioni a mezzo PEC dopo il D.L. 16.07.2020 n. 76 pubblicato lo stesso giorno http://studiodipietro.it/notifiche-e-comunicazioni-dopo-il-d-l-16-07-2020-n-76-pubblicato-lo-stesso-giorno/ http://studiodipietro.it/notifiche-e-comunicazioni-dopo-il-d-l-16-07-2020-n-76-pubblicato-lo-stesso-giorno/#respond Mon, 20 Jul 2020 17:46:17 +0000 http://studiodipietro.it/?p=3686 Novità in tema di notifiche di atti giudiziari a mezzo Pec sono apportate dall’art. 28 del D.L. 76/2020. Come é noto fino ad oggi le notifiche a una Pubblica Amministrazione per essere valide dovevano essere fatte reperendo l’indirizzo Pec dal Pubblico Elendo Registro PPAA presente sul sito pst.giustizia.it ed é altrettando noto che buona parte …

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Novità in tema di notifiche di atti giudiziari a mezzo Pec sono apportate dall’art. 28 del D.L. 76/2020.

Come é noto fino ad oggi le notifiche a una Pubblica Amministrazione per essere valide dovevano essere fatte reperendo l’indirizzo Pec dal Pubblico Elendo Registro PPAA presente sul sito pst.giustizia.it ed é altrettando noto che buona parte delle Pubbliche Amministrazioni non hanno mai provveduto a comunicare al Ministero delel Giustizia il proprio indirizzo PEC da inserire in detto elenco.

L’art. 28 del D.L. 76/2020 prevede che entro 90 gg DGSIA emanerà regole tecniche per permettere a Amministrazioni dotate di più articolazioni di inserire i singoli indirizzi delle stesse sul Registro PPAA e quindi poi la notifica si dovrà effettuare reperendo l’indirizzo sempre presso tale  Pubblico Elenco. Nel caso in cui l’Amministrazione non provveda l’indirizzo  potrà essere reperito l’indirizzo sul Pubblico Elendo IPA Indice delle Pubbliche Amministrazioni. Nelle more del “popolamento” del Registro PPAA potrà da subito essere utilizzato l’IPA.

A questo link si può scaricare per intero  il  DL 76-2020

A chi interessano solo gli articoli riguardanti le notifiche li trova qui

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