Riassunzione e contributo unificato.

La Sezione Tributaria della Cassazione ha affermato che, stante la finalità del contributo unificato di supportare i costi di funzionamento del giudizio in ogni fase processuale, ed in assenza di espressa esenzione, esso è dovuto anche nell’ipotesi di riassunzione della causa dinanzi al giudice competente, dovendo ritenersi, in ragione di detta “ratio” del tributo, il riferimento, operato dall’art. 9, comma 1, del d.P.R. n. 115 del 2002, “a ciascun grado del giudizio”, comprensivo dell’iscrizione a ruolo del procedimento dinanzi ad un giudice diverso da quello inizialmente adito.

Trattasi della sentenza n. 8912 dell’11.04.2018.

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte di Cassazione .

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Le Sezioni Unite Penali sulla motivazione della sentenza assolutoria in appello

Le S.U. Penali della Corte di Cassazione  hanno affermato il seguente principio di diritto: “Nell’ipotesi di riforma in senso assolutorio di una sentenza di condanna, il giudice d’appello non ha l’obbligo di rinnovare l’istruzione dibattimentale mediante l’esame dei soggetti che hanno reso dichiarazioni ritenute decisive ai fini della condanna di primo grado. Tuttavia, il giudice d’appello (previa, ove occorra, rinnovazione della prova dichiarativa ritenuta decisiva ai sensi dell’art. 603 cod. proc. pen. ) è tenuto ad offrire una motivazione puntuale e adeguata della sentenza assolutoria, dando una razionale giustificazione della difforme conclusione adottata rispetto a quella del giudice di primo grado”.

Trattasi della importante sentenza n. 14800/2018 pubblicata il 3 aprile 2018 relatore dott. De Amicis.

Clicca qui per leggerla nel testo tratto dal sito della Corte.

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Liquidazione con il gratuito patrocinio e inammissibilità che non sia tale “ab origine”

In tema di liquidazione del compenso al difensore di soggetto ammesso al patrocinio a spese dello Stato, la Prima Sezione della Corte di cassazione ha affermato che l’art. 106 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 deve essere interpretato nel senso che la mancata liquidazione del compenso consegue solo alla proposizione di una impugnazione inammissibile “ab origine” e non anche ad una pronuncia di inammissibilità che derivi da cause sopravvenute di cui l’impugnante non è responsabile.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione Sezione Penale con sentenza n 14032 ud. 14/03/2018 – deposito del 26/03/2018.

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte

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Guida fiscale anno 2018 per le ristrutturazioni edilizie

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito la nuova guida per le agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie.

Ecco il link per vederla: novità febbraio 2018 per agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni

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Regolamento formazione praticanti avvocati

Sulla Gazzetta Ufficiale del 16.3.2018 è stato pubblicato il DECRETO del Ministro della Giustizia 9 febbraio 2018, n. 17 recante

“Regolamento recante la disciplina dei corsi di formazione per l’accesso alla professione di avvocato, ai sensi dell’articolo 43, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 247”.

Download (PDF, 1.46MB)

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Le Sezioni Unite sulla costituzione di parte civile tramite un sostituto

Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno deciso che il sostituto processuale del difensore al quale il danneggiato abbia rilasciato procura speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale, non ha la facoltà di costituirsi parte civile, salvo che detta facoltà sia stata espressamente conferita nella procura o che il danneggiato sia presente all’udienza di costituzione.

È la sentenza n. 12213 pubblicata il 16.03.2018: clicca qui per leggerla sul sito della Corte.

La questione di diritto in ordine alla quale il ricorso è stato rimesso alle Sezioni Unite è sinteticamente riassumibile nei seguenti termini : “Se sia legittimato a costituirsi parte civile il sostituto processuale del difensore al quale soltanto la persona danneggiata abbia rilasciato la procura speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale”.

Nel passaggio più importante la Corte rileva che: “Affinché, dunque, il potere di “sostituzione” sia legittimamente conferito appare necessario e sufficiente che il danneggiato preveda una tale possibilità in capo al difensore-procuratore speciale all’interno della procura di cui agli artt. 76 e 122 cod. proc. pen.: “necessario”, perché solo tale ambito formale garantisce che al sostituto venga delegato il diritto sostanziale di cui il mandante è titolare, e “sufficiente” perché non può pretendersi, all’estremo opposto, che il danneggiato conferisca una ulteriore apposita procura speciale direttamente in capo al sostituto. Un tale assunto, già implicitamente affacciatosi nella giurisprudenza della Corte (Sez. 3, n. 6184 del 2015, Dami, cit.), finirebbe per risolversi nella pretesa di un adempimento meramente formale pur a fronte di una volontà chiaramente espressa dal titolare del rapporto. Per questa ragione, del resto, in mancanza di procura speciale al difensore o al sostituto designato, si è affermato che la presenza in udienza della persona offesa (recte, danneggiato) va considerata come esercizio personale della facoltà di costituirsi parte civile, modalità espressamente prevista dall’art. 76 cod. proc.pen. (Sez. 4, n. 41790 del 11/06/2009, Valerio, Rv. 245534; Sez. 4, n. 24455 del 22/04/2015, Plataroti, Rv. 263730), ovvero che «l’assenza di legittimazione all’esercizio dell’azione civile da parte del difensore, per difetto di procura speciale, ovvero da parte del sostituto processuale, per difetto dei relativi poteri sostanziali, è sanata mediante la presenza in udienza della persona offesa, che consente di ritenere la costituzione di parte civile come avvenuta personalmente» (Sez. 4, n. 49158 del 26/10/2017, Sanapo, non mass.). E ciò anche in linea con l’orientamento in generale improntato nel senso della irrilevanza del conferimento della procura speciale laddove il difensore ponga in essere delle attività in presenza della parte interessata (si veda, in particolare con riguardo alla richiesta di rito abbreviato in assenza di procura speciale ma in presenza della parte interessata, Sez. U, n. 9977 del 31/01/2008, Morini, Rv. 238680). Resta da aggiungere che il potere di sostituzione ben potrà operare anche ove la relativa previsione sia contenuta in unico atto con il quale, come nella specie, siano conferite sia la procura di cui agli artt. 76 e 122 sia la procura di cui all’art.100, essendo tale potere comunque “coperto” dal conferimento della prima. 6. In conclusione, deve enunciarsi il seguente principio di diritto: “Il sostituto processuale del difensore al quale soltanto il danneggiato abbia rilasciato procura speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale non ha la facoltà di costituirsi parte civile, salvo che detta facoltà sia stata espressamente conferita nella procura o che il danneggiato sia presente all’udienza di costituzione”.

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Istanza di accelerazione e Legge Pinto

La Seconda Sezione Civile della Cassazione con ordinanza interlocutoria n 6568 del 16.3.2018 ha stabilito che:

“È rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento all’art. 117, comma 1, Cost. ed ai parametri interposti degli artt. 6, par. 1, e 45, par. 1, della CEDU, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2 quinquies, lett. e), della l. n. 89 del 2001, come introdotto dall’art. 55, comma 1, lett. a), n. 2, del d.l. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 134 del 2012, nella parte in cui qualifica l’istanza di accelerazione quale condizione di proponibilità della domanda di equa riparazione per l’irragionevole durata dei giudizi penali.”

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte

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Gratuito patrocinio: limiti di reddito dal marzo 2018.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 49 del 28 febbraio 2018 il Decreto del Ministero della Giustizia del 16 febbraio 2018 riguardante  “Adeguamento dei limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato”.
Il Ministero della Giustizia ha adeguato la soglia del reddito per per l’ammissione al  “gratuito patrocinio” sulla base  della variazione in aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.
In particolare l’adeguamento del predetto limite di reddito è avvenuto in
relazione alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo verificatasi nel periodo dal 1° luglio 2014 al 30 giugno 2016. In tale biennio, dai dati accertati dall’ISTAT risulta una variazione in diminuzione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, pari allo 0,3%.
Dalla data di entrata in vigore del decreto (15.3.2018)  l’importo indicato nell’art. 76, comma 1, del D.P.R. n. 115/2002 ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è aggiornato in euro 11.493,82. Il precedente valore, così come adeguato con decreto del 12 agosto 2015, era pari ad 11.528,41.

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Misure di prevenzione: studio della Corte di Cassazione

Sul sito della Corte di Cassazione il 7.3.2018  é stato pubblicato il seguente studio:

Relazione n. 15 del 7 marzo 2018 Le misure di prevenzione personali: verso un’interpretazione convenzionalmente e costituzionalmente conforme alla luce dei più recenti arresti della giurisprudenza nazionale ed europea.

Download (PDF, 1.67MB)

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Il CNF sull’obbligo del preventivo scritto

Il CNF chiarisce in che limite gli avvocati hanno l’obbligo di stipulare un contratto scritto con i propri clienti.

Download (PDF, 298KB)

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Rassegna civile anno 2017 della Corte di Cassazione

Sul sito della Suprema Corte é stata pubblicata la rassegna di giurisprudenza dell’anno 2017: l’Ufficio del Massimario ha ricostruito gli orientamenti della Cassazione sia nel campo del diritto civile sostanziale sia nel campo del diritto processuale civile. Il tutto compendiato in tre volumi.

Cliccare sull’immagine per vedere il volume.

 

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Processo tributario: documenti nuovi in appello.

La Corte di Cassazione Quinta Sezione Civile con ordinanza n. 5429 del 07/03/2018 ha stabilito che: “Premesso che nel processo tributario la produzione di documenti nuovi in appello, consentita ex art. 58 del d.lgs. n. 546 del 1992, deve avvenire entro venti giorni liberi antecedenti l’udienza di comparizione, l’inosservanza di detto termine può essere sanata ove il documento sia stato già prodotto, benché irritualmente, nel giudizio di primo grado, poiché nel processo tributario i fascicoli sono inseriti in modo definitivo nel fascicolo d’ufficio sino al passaggio in giudicato della sentenza, sicché la documentazione ivi inserita entra automaticamente e “ritualmente” nel giudizio di impugnazione”.

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte

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