Legittime le notifiche via Pec nel processo penale

Con sentenza n. 6320 pubblicata il 10.02.2017 la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione ha affermato che è legittima la notifica, effettuata ai sensi dell’art. 299, comma 4 bis, cod. proc. pen. inviata tramite posta elettronica certificata dal difensore dell’imputato a quello della persona offesa.
La Corte parte dall’esegesi dell’art 16, comma 4, D.L. 179/2012 per evidenziare che da tale norma non può trarsi argomento contrario all’ammissibilità della Pec come strumento del procedimento notificatorio laddove il destinatario non sia l’imputato.

Quindi i Giudici della Suprema Corte individuano le norme che consentono ai difensori di effettuare notifiche tramite Pec nel processo penale, norme individuate nell’art.152 c.p.p., che consente al difensore di una parte privata di sostuire la notifica dell’atto con l’invio dello stesso tramite raccomandata, e nell’art. 48 D.Lvo 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale) come sostituto dall’art. 33 D.Lvo 235/2010 che equipara alla notifica per posta la trasmissione per via telematica di un atto.

D’altro canto, rileva la Corte, il mezzo utilizzato da’ sicurezza da un punto di vista tecnico della ricezione da parte del destinatario e consente a quest’ultimo di poter esercitare i suoi diritti.
Ecco, sul sito della Corte, la MOTIVAZIONE

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