Studio legale Avvocato Roberto Di Pietro http://studiodipietro.it via Gramsci 41, 67051 Avezzano (AQ) Tel e fax 0863 22278 / 0863 414530 Fri, 16 Feb 2018 22:44:37 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.4 108312043 Suolo comune, accessione, diritti dei comproprietari. http://studiodipietro.it/?p=2873 http://studiodipietro.it/?p=2873#respond Fri, 16 Feb 2018 22:44:37 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2873

Continue reading]]> La costruzione eseguita dal comproprietario sul suolo comune diviene per accessione, ai sensi dell’art. 934 c.c., di proprietà comune ai comproprietari del suolo, salvo contrario accordo, traslativo della proprietà del suolo o costitutivo di un diritto reale su di esso, che deve rivestire la forma scritta “ad substantiam”. II consenso alia costruzione manifestato dal comproprietario non costruttore, pur non essendo idoneo a costituire un diritto di superficie o altro diritto reale, gli preclude lo “ius tollendi”. Ove lo “ius tollendi” non sia o non possa essere esercitato, i comproprietari del suolo sono tenuti a rimborsare al comproprietario costruttore, in proporzione alle rispettive quote di proprietà, le spese sopportate per l’edificazione dell’opera.

Sentenza n. 3873 del 16/02/2018 delle Sezioni Unite Civili della Cassazione.

Share

]]> http://studiodipietro.it/?feed=rss2&p=2873 0 2873
Contratti delle società partecipate: occorre la forma scritta ad substantiam? http://studiodipietro.it/?p=2868 http://studiodipietro.it/?p=2868#respond Wed, 14 Feb 2018 20:57:38 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2868

Continue reading]]> La Sez. 3 della Cassazione ha trasmesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione, ritenuta di massima di particolare importanza, se per i contratti stipulati dalle aziende speciali partecipate dallo Stato, o dagli enti pubblici, sia o meno prescritto il requisito della forma scritta ad substantiam.

Trattasi dell’ordinanza interlocutoria n. 3566 del 14.02.2018: clicca qui per leggere la motivazione sul sito della Corte.

La vicenda in esame trae origine dall’opposizione proposta da Asec Trade surl e Asec spa avverso il decreto ingiuntivo emesso a favore di ENEL spa (poi ENI spa) per il pagamento di una somma di danaro relativa a forniture di gas naturale. A fondamento dell’opposizione era dedotto l’assenza di un accordo scritto tra le parti in ordine al mutamento del costo del gas fornito, unilateralmente maggiorato da ENI e mai accettato da controparte. L’opposta ENI deduceva, invece, che Asec aveva accettato la prosecuzione del rapporto alle condizioni da ENI stessa indicate con una missiva del 19 dicembre 2002.

Nella motivazione della Sezione si dà conto che nella giurisprudenza della Corte si individuano precedenti i quali affermano che “l’azienda speciale, quale ente pubblico strumentale dell’ente locale, pur agendo iure privatorum, è soggetta alla regola che esige la forma scritta ad substantiam per i contratti della P.A., espressione dei principi d’imparzialità e buon andamento ex art. 97 Cost.” (Cass. n. 9219/14) e, più in generale, che la forma scritta è requisito di validità del contratto anche in tutte le ipotesi in cui la P.A. agisca secondo i canoni del diritto privato (n. 1606/07,11. 1702/06, n. 14524/02).

La Corte però ritiene che detto orientamento deve essere necessariamente confrontato e coordinato con la nutrita giurisprudenza — soprattutto delle Sezioni Unite — che nell’ultimo decennio, alla luce dei sopravvenuti riferimenti normativi, ha ridefinito (non solo allo scopo del riparto della giurisdizione) natura e funzioni delle aziende speciali. Si tengano presenti al riguardo, oltre ai precedenti segnalati dall’impugnata sentenza (Cass. S.U. n. 5085/97 e n. 5685/11), anche Cass. S.U. n. 7799/05 (la quale precisa che il rapporto tra la società per azioni con partecipazione pubblica non muta la sua natura di soggetto di diritto privato solo perché il Comune ne possegga, in tutto o in parte, le azioni: il rapporto tra società ed ente locale è di assoluta autonomia, al Comune non essendo consentito incidere unilateralmente sullo svolgimento del rapporto medesimo e sull’attività della società per azioni mediante l’esercizio di poteri autoritativi o discrezionali, ma solo avvalendosi degli strumenti previsti dal diritto societario, da esercitare a mezzo dei membri di nomina comunale presenti negli organi della società). Si tenga, poi, conto di Cass. S.U. n. 24591/16, la quale, dopo la disamina della natura giuridica delle società partecipate – dalla Relazione al codice civile del 1942 fino alla giurisprudenza della Corte di giustizia UE – osserva che la riconduzione della materia in questione alla disciplina civilistica è attuata oggi dal D.Lgs n. 175 del 2016 (ovviamente, inapplicabile ratione temporis alla fattispecie), del quale particolarmente segnala la disposizione del terzo comma dell’art. 1, secondo cui ‘Per tutto quanto non derogato dalle disposizioni del presente decreto, si applicano alle società a partecipaione pubblica le norme sulle società contenute nel codice civile e /e norme generali del diritto privato”.

In conclusione, stabilire se la volontà contrattuale delle aziende speciali partecipate dallo Stato o dagli enti pubblici debba (o meno) essere necessariamente trasfusa in forma scritta è ritenuta questione di massima di particolare importanza e,quindi, necessario sottoporre al Primo Presidente l’opportunità di rimettere la questione stessa al giudizio delle Sezioni Unite.

Share

]]> http://studiodipietro.it/?feed=rss2&p=2868 0 2868
Sulla messa alla prova. http://studiodipietro.it/?p=2866 http://studiodipietro.it/?p=2866#respond Fri, 09 Feb 2018 13:11:06 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2866

Continue reading]]> La Terza Sezione Penale della Cassazione , pronunciando in tema di sospensione del procedimento con messa alla prova, ha affermato che è illegittimo il provvedimento con cui il giudice modifichi il programma di trattamento elaborato ai sensi dell’art. 464-bis, comma 2, cod. pen. in difetto della previa consultazione delle parti e del consenso dell’imputato.

È la sentenza n. 5784/2018 pubblicata il 7 febbraio 2018.

Clicca qui per leggerla

Share

]]> http://studiodipietro.it/?feed=rss2&p=2866 0 2866
Contratto di patrocinio legale e forma scritta: nuova pronuncia della Cassazione. http://studiodipietro.it/?p=2864 http://studiodipietro.it/?p=2864#respond Tue, 30 Jan 2018 13:36:45 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2864

Continue reading]]> In tema di forma scritta ad substantiam dei contratti della P.A., il requisito è soddisfatto, nel contratto di patrocinio, con il rilascio al difensore della procura ai sensi dell’art. 83 cod. proc. civ., atteso che l’esercizio della rappresentanza giudiziale tramite la redazione e la sottoscrizione dell’atto difensivo perfeziona, mediante l’incontro di volontà fra le parti, l’accordo contrattuale in forma scritta, rendendo così possibile l’identificazione del contenuto negoziale e i controlli dell’Autorità tutoria. La conferma arriva dalla Cassazione con sentenza n. 1830 del 25 gennaio 2018.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione Terza Sezione Civile con sentenza n. 1830/2018 depositata il 25 gennaio 2018.

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte.

La Corte ritiene di dover confermare un proprio orientamento consolidato: infatti la Corte ha già più volte statuito che «in tema di forma scritta ad substantiam dei contratti della P.A., il requisito è soddisfatto, nel contratto di patrocinio, con il rilascio al difensore della procura ai sensi dell’art. 83 cod. proc. civ., atteso che l’esercizio della rappresentanza giudiziale tramite la redazione e la sottoscrizione dell’atto difensivo perfeziona, mediante l’incontro di volontà fra le parti, l’accordo contrattuale in forma scritta, rendendo così possibile l’identificazione del contenuto negoziale e i controlli dell’Autorità tutoria» (Cass., Sez. 6-3, Ordinanza n. 2266 del 16/02/2012, Rv. 621776-01; nello stesso senso, Cass., Sez. 2, Sentenza n. 8500 del 05/05/2004, Rv. 572611-01, Cass., Sez. 2, Sentenza n. 13963 del 16/06/2006, Rv. 592970-01, e Cass., Sez. 2, Sentenza n. 10707 del 15/05/2014, non nnassimata; sulla idoneità a soddisfare il requisito della forma scritta della procura generale alle liti purché individui l’ambito delle controversie per cui opera, Cass., Sez. 6-3, Ordinanza n. 3721 del 24/02/2015, Rv. 634430-01, Cass., Sez. 6-3, Sentenza n. 15454 del 22/07/2015, Rv. 636092-01, Cass., Sez. 6-2, Ordinanza n. 4562 del 08/03/2016, non massimata, Cass., Sez. 6-2, Ordinanza n. 4563 del 08/03/2016, non massimata, Cass., Sez. 6-2, Ordinanza n. 5805 del 23/03/2016, non massimata, Cass., Sez. 6-2, Ordinanza n. 15648 del 27/07/2016, non massimata, Cass., Sez. 6-2, Ordinanza n. 15649 del 27/07/2016, non massimata).Contrariamente alle asserzioni della Corte territoriale, l’unicità del documento negoziale (requisito preteso dalla giurisprudenza citata nella pronuncia impugnata) è costituita dalla procura e dall’atto difensivo, che individua in forma scritta il contenuto essenziale dell’accordo (volontà delle parti, oggetto dell’incarico), peraltro integrato ex art. 1374 cod. civ. dalle allora vigenti (e inderogabili) tariffe professionali del d.m. 5 ottobre 1994, n. 585 (corretta è, peraltro, l’osservazione del ricorrente secondo cui gli altri professionisti intellettuali, pur vincolati da tariffe predeterminate da atto normativo, non ricevono un mandato ad litem con le caratteristiche formali e sostanziali degli avvocati). Quanto ai richiamati principi di contabilità pubblica che secondo la sentenza impedirebbero di considerare sufficiente la procura ad litem per la Corte , «è evidente che la nullità prevista per la mancata previsione della spesa e della sua copertura non concerne anche le deliberazioni relative alla partecipazione degli Enti a controversie giudiziarie, sia perché è incerta l’incidenza del relativo onere economico, condizionato alla soccombenza, e sia perché, nel bilancio dell’Ente, è di norma presente una voce generale nella quale possono essere inserite le prevedibili spese di lite» (Cass., Sez. 2, Sentenza n. 13963 del 16/06/2006, in motivazione; Cass., Sez. 1, Sentenza n. 8646 del 12/02/1993, in motivazione); inoltre, «il riferimento alle vigenti tariffe professionali, la cui applicabilità, in assenza di uno specifico accordo tra le parti, è di per sé sufficiente ad escludere l’incertezza in ordine alla controprestazione dovuta dalla Amministrazione, quantificabile soltanto in via approssimativa al momento della stipulazione del contratto, in quanto correlata al compimento degli atti difensivi resi necessari dall’evoluzione del giudizio, e proprio per tale motivo idonea a giustificare la previsione della copertura finanziaria mediante generica imputazione al capitolo di bilancio riguardante le spese processuali» (Cass., Sez. 1, Sentenza n. 24859 del 09/12/2015, in motivazione).

Share

]]> http://studiodipietro.it/?feed=rss2&p=2864 0 2864
Casi in cui la Cassazione può annullare senza rinvio. http://studiodipietro.it/?p=2862 http://studiodipietro.it/?p=2862#respond Thu, 25 Jan 2018 20:34:59 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2862

Continue reading]]> Le Sezioni unite della Suprema Corte hanno affermato che la Corte di cassazione pronuncia sentenza di annullamento senza rinvio se ritiene superfluo il rinvio e se, anche all’esito di valutazioni discrezionali, può decidere la causa alla stregua degli elementi di fatto già accertati o sulla base delle statuizioni adottate dal giudice di merito, non risultando perciò necessari ulteriori accertamenti di fatto.

Trattasi della sentenza n. 3464/2018: clicca qui per leggerla sul sito della Corte

Share

]]> http://studiodipietro.it/?feed=rss2&p=2862 0 2862
Prescrizione e coimputato non impugnante http://studiodipietro.it/?p=2859 http://studiodipietro.it/?p=2859#respond Thu, 25 Jan 2018 20:20:27 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2859

Continue reading]]> Le Sezioni unite penali della Corte di cassazione hanno affermato che l’effetto estensivo ex art. 587 cod. proc. pen. della declaratoria di estinzione del reato per prescrizione non opera in favore del coimputato concorrente nello stesso reato, non impugnante, se detta causa estintiva sia maturata dopo la irrevocabilità della sentenza emessa nei confronti del medesimo.

Trattasi della sentenza n. 3391/2018:

clicca qui per leggerla sul sito della Corte

Share

]]> http://studiodipietro.it/?feed=rss2&p=2859 0 2859
Inammissibile un regolamento di competenza d’ufficio per valore http://studiodipietro.it/?p=2857 http://studiodipietro.it/?p=2857#respond Fri, 19 Jan 2018 19:48:43 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2857

Continue reading]]> Il regolamento di competenza d’ufficio è inammissibile qualora il giudice adito in riassunzione neghi di essere competente per materia e ritenga che la competenza sulla causa sia regolata solo per valore, poiché in detto caso l’eventuale decisione di accoglimento del regolamento da parte della S.C., in quanto necessariamente contenente – in forza dell’art. 49, comma 2, c.p.c. – l’individuazione del giudice competente per valore, non essendovi alcun giudice competente per materia, sostanzialmente produrrebbe il medesimo effetto di un regolamento di competenza d’ufficio per valore, che l’art. 45 c.p.c. non prevede per insindacabile scelta di merito legislativo.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione – Sezioni Unite Civili con sentenza n. 1202 del 18.01.2018.

Share

]]> http://studiodipietro.it/?feed=rss2&p=2857 0 2857
Contratti bancari monofirma: le Sezioni Unite mettono un punto fermo. http://studiodipietro.it/?p=2853 http://studiodipietro.it/?p=2853#respond Wed, 17 Jan 2018 21:58:50 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2853

Continue reading]]> II requisito della forma scritta del contratto-quadro relativo ai servizi di investimento, di cui all’art. 23 del d.lgs. n. 58 del 1998, è rispettato ove il contratto sia redatto per iscritto e ne sia consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente la sola sottoscrizione dell’investitore, non necessitando la sottoscrizione anche dell’intermediario.

Lo hanno stabilito le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione con sentenza n. 898 del 16.1.2018: ecco il link per leggere la MOTIVAZIONE SUL SITO DELLA CORTE .

Oggetto di rimessione da parte della I sezione civile con l’ordinanza del 27/4/2017, n. 10447 era il quesito <<se il requisito della forma scritta del contratto di investimento esiga, oltre alla sottoscrizione dell’investitore, anche la sottoscrizione ad substantiam dell’intermediario».

Si riportano di seguito i passi salienti della motivazione.

Per costante giurisprudenza, l’art.23 del d.lgs. 58/1998, laddove parla di forma scritta a pena di nullità, si riferisce ai contratti-quadro e non ai singoli servizi di investimento o disinvestimento, la cui validità non è soggetta a requisiti formali, salvo la diversa previsione convenzionale nel contratto-quadro (in tal senso, si richiamano le pronunce del 9/8/2017, n. 19759; del 2/8/2016, n. 16053; del 29/2/2016, n. 3950, del 13/1/2012, n. 384 e del 22/12/2011, n.28432). Ne consegue che la questione della nullità per difetto di forma scritta nell’intermediazione finanziaria riguarda, salvo eccezioni del regolamento negoziale, unicamente il contratto-quadro, che è alla base delle singole operazioni concluse nel tempo.

Per la nullità del contratto- quadro qualora sia prodotto, come nella specie, un modulo sottoscritto solo dall’investitore, si è pronunciata ripetutamente la sezione semplice, con le recenti pronunce del 24/2/2016, n. 3623; del 24/3/2016, n. 5919; dell’11/4/2016, n. 7068; del 27/4/2016, nn. 8395 e 8396; del 19/5/2016, n. 10331 ( da ultimo, la decisione del 3/1/2017, n. 36 si è espressa in senso conforme in relazione all’analoga disposizione di cui all’art. 117 d.lgs. 24/9/1993, n. 385).

Per la Corte deve aversi in primis riguardo al profilo della nullità, come prevista dalla normativa richiamata, ponendosi, solo ove debba concludersi per il vizio radicale, l’ulteriore questione dell’equipollenza a mezzo della produzione in giudizio della scrittura. A riguardo, pur non attribuendosi alla formulazione letterale della norma efficacia dirimente, va evidenziato che nell’art.23 t.u.f. si enfatizza la redazione per iscritto, e, per dato normativo chiaramente espresso, si considerano sullo stesso piano detta redazione e la consegna di un esemplare al cliente, che è l’unica parte che può far valere la nullità. Si è quindi in presenza di un precetto normativo che in modo inequivoco prevede la redazione per iscritto del contratto relativo alla prestazione dei servizi di investimento e la consegna della scrittura al cliente, a cui solo si attribuisce la facoltà di far valere la nullità in caso di inosservanza della forma prescritta. Le previsioni in oggetto rendono ben chiara la ratio della norma. La nullità per difetto di forma è posta nell’interesse del cliente, così come è a tutela di questi la previsione della consegna del contratto, il cui contenuto, previsto di base dall’art.30 del regolamento Consob, siccome prevedente le modalità di svolgimento del rapporto, deve rimanere a disposizione dell’investitore.

Ora, a fronte della specificità della normativa che qui interessa, correlata alla ragione giustificatrice della stessa, è difficilmente sostenibile che la sottoscrizione da parte del delegato della banca, volta che risulti provato l’accordo(avuto riguardo alla sottoscrizione dell’investitore, e, da parte della banca, alla consegna del documento negoziale, alla raccolta della firma del cliente ed all’esecuzione del contratto) e che vi sia stata la consegna della scrittura all’investitore, necessiti ai fini della validità del contratto-quadro. Ed infatti, atteso che, come osservato da attenta dottrina, il requisito della forma ex art. 1325 n.4 cod. civ. va inteso nella specie non in senso strutturale, ma funzionale, avuto riguardo alla finalità propria della normativa, ne consegue che il contratto-quadro deve essere redatto per iscritto, che per il suo perfezionamento deve essere sottoscritto dall’investitore, e che a questi deve essere consegnato un esemplare del contratto, potendo risultare il consenso della banca a mezzo dei comportamenti concludenti sopra esemplificativamente indicati.

Tradizionalmente, alla sottoscrizione del contratto si attribuiscono due funzioni, l’una rilevante sul piano della formazione del consenso delle parti, l’altra su quello dell’attribuibilità della scrittura, e l’art. 2702 cod.civ. rende chiaro come la sottoscrizione, quale elemento strutturale dell’atto, valga ad attestare la manifestazione per iscritto della volontà della parte e la riferibilità del contenuto dell’atto a chi l’ha sottoscritto. Tale duplice funzione è nell’impianto codicistico raccordata alla normativa di cui agli artt.1350 e 1418 cod. civ., che pone la forma scritta sul piano della struttura, quale elemento costitutivo del contratto, e non prettamente sul piano della funzione; la specificità della disciplina che qui interessa, intesa nel suo complesso e nella sua finalità, consente proprio di scindere i due profili, del documento, come formalizzazione e certezza della regola contrattuale, e dell’accordo, rimanendo assorbito l’elemento strutturale della sottoscrizione di quella parte, l’intermediario, che, reso certo il raggiungimento dello scopo normativo con la sottoscrizione del cliente sul modulo contrattuale predisposto dall’intermediario e la consegna dell’esemplare della scrittura in oggetto, non verrebbe a svolgere alcuna specifica funzione.

Nella ricostruzione che qui si è offerta, inoltre, la previsione della nullità, azionabile solo dal cliente, in caso di inosservanza dei requisiti di forma della redazione per iscritto e della consegna dell’esemplare alla parte, si palesa quale sanzione per l’intermediario, ben armonizzandosi nello stesso contesto del d.lgs. 58/1998, che è nel complesso inteso a dettare regole di comportamento per l’intermediario, e rispetta il principio di proporzionalità, della cui tenuta si potrebbe dubitare ove si accedesse alla diversa interpretazione (e sulla rilevanza cardine del principio di proporzionalità queste sezioni unite si sono di recente espresse, sia pure nell’ambito della responsabilità civile, ai fini del riconoscimento di sentenza straniera comminatoria di danni punitivi nella pronuncia del 5/7/2017, n. 16601).

L’interpretazione seguita è altresì in linea con le disposizioni dell’ordinamento europeo, che nell’art. 19, par. 7 della direttiva 2004/39/CE del Parlamento e del Consiglio del 21/4/2004 ( Mifid 1), recepita dal d.lgs. 17/9/2007, n.164, così come nell’art. 25, par. 5 della direttiva 2014/65/UE(Mifid 2), a cui è stata data attuazione con il d.lgs. 3/8/2017, n.129, al fine di perseguire gli obiettivi di trasparenza e di tutela degli investitori, punta l’accento sulla registrazione del o dei documenti concordati, in tal modo evidenziandosi la necessità che risulti la verificabilità di quanto concordato.

Share

]]> http://studiodipietro.it/?feed=rss2&p=2853 0 2853
Nuova disciplina delle intercettazioni: D.Lvo 216/2017 http://studiodipietro.it/?p=2848 http://studiodipietro.it/?p=2848#respond Thu, 11 Jan 2018 20:07:03 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2848

Continue reading]]>

 

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale S.G.n. 8  dell’11.1.2018 il DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2017 , n. 216  recante “Disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 84, lettere a) , b) , c) , d) ed e) , della legge
23 giugno 2017, n. 103″.

Ecco il testo ufficiale

Download (PDF, 209KB)

Share

]]> http://studiodipietro.it/?feed=rss2&p=2848 0 2848
Ancora sul deposito in Cassazione del provvedimento impugnato notificato a mezzo PEC http://studiodipietro.it/?p=2847 http://studiodipietro.it/?p=2847#respond Wed, 10 Jan 2018 20:31:44 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2847

Continue reading]]> La Sez. 6 Civile della Corte di cassazione, con ordinanza n. 30765 del 22.12.2017, ha affermato che: “Ai fini del rispetto di quanto imposto, a pena d’improcedibilità, dall’art. 369, comma 2, c.p.c., il difensore che propone ricorso per cassazione contro un provvedimento che gli è stato notificato con modalità telematiche, deve depositare nella cancelleria della Corte di cassazione copia analogica, con attestazione di conformità ai sensi dei commi 1 bis e 1 ter dell’art. 9 della l. n. 53 del 1994, del messaggio di posta elettronica certificato ricevuto, nonché della relazione di notifica e della decisione impugnata, allegati al messaggio; tuttavia, non è anche necessario il deposito di copia autenticata del provvedimento impugnato estratta direttamente dal fascicolo informatico”.

Ecco il link per leggere la MOTIVAZIONE

Share

]]> http://studiodipietro.it/?feed=rss2&p=2847 0 2847