Studio legale Avvocato Roberto Di Pietro http://studiodipietro.it via Gramsci 41, 67051 Avezzano (AQ) Tel e fax 0863 22278 / 0863 414530 Mon, 23 Apr 2018 20:10:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.5 108312043 Riassunzione e contributo unificato. http://studiodipietro.it/?p=2923 http://studiodipietro.it/?p=2923#respond Mon, 23 Apr 2018 20:10:44 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2923

Continue reading]]> La Sezione Tributaria della Cassazione ha affermato che, stante la finalità del contributo unificato di supportare i costi di funzionamento del giudizio in ogni fase processuale, ed in assenza di espressa esenzione, esso è dovuto anche nell’ipotesi di riassunzione della causa dinanzi al giudice competente, dovendo ritenersi, in ragione di detta “ratio” del tributo, il riferimento, operato dall’art. 9, comma 1, del d.P.R. n. 115 del 2002, “a ciascun grado del giudizio”, comprensivo dell’iscrizione a ruolo del procedimento dinanzi ad un giudice diverso da quello inizialmente adito.

Trattasi della sentenza n. 8912 dell’11.04.2018.

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte di Cassazione .

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Le Sezioni Unite Penali sulla motivazione della sentenza assolutoria in appello http://studiodipietro.it/?p=2918 http://studiodipietro.it/?p=2918#respond Sun, 08 Apr 2018 15:49:19 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2918

Continue reading]]> Le S.U. Penali della Corte di Cassazione  hanno affermato il seguente principio di diritto: “Nell’ipotesi di riforma in senso assolutorio di una sentenza di condanna, il giudice d’appello non ha l’obbligo di rinnovare l’istruzione dibattimentale mediante l’esame dei soggetti che hanno reso dichiarazioni ritenute decisive ai fini della condanna di primo grado. Tuttavia, il giudice d’appello (previa, ove occorra, rinnovazione della prova dichiarativa ritenuta decisiva ai sensi dell’art. 603 cod. proc. pen. ) è tenuto ad offrire una motivazione puntuale e adeguata della sentenza assolutoria, dando una razionale giustificazione della difforme conclusione adottata rispetto a quella del giudice di primo grado”.

Trattasi della importante sentenza n. 14800/2018 pubblicata il 3 aprile 2018 relatore dott. De Amicis.

Clicca qui per leggerla nel testo tratto dal sito della Corte.

L’arresto giurisprudenziale trae origine dal potenziale contrasto giurisprudenziale tra l’orientamento della Seconda Sezione (sentenza n. 41571 del 20/06/2017, Marchetta) e i principi affermati dalle Sezioni Unite nelle sentenze n. 27620 del 28/04/2016, Dasgupta, e n. 18620 del 19/01/2017, Patalano, riguardo alla necessità o meno di rinnovazione dell’assunzione della prova dichiarativa in appello in caso di riforma in senso assolutorio della sentenza di primo grado. La questione di diritto per la quale il ricorso è stato assegnato alle Sezioni Unite può sinteticamente riassumersi nei termini di seguito indicati: “Se il giudice di appello, investito della impugnazione dell’imputato avverso la sentenza di condanna con cui si deduce la erronea valutazione della prova dichiarativa, possa pervenire alla riforma della decisione impugnata, nel senso della assoluzione, senza procedere alla rinnovazione dell’istruzione dibattimentale mediante l’esame dei soggetti che hanno reso dichiarazioni ritenute decisive ai fini della condanna di primo grado“.

Ecco i passaggi fondamentali della motivazione.

Il tema della rinnovazione dibattimentale del giudizio di appello in presenza di una diversa valutazione di prove orali decisive è stato già affrontato in linea generale da questa Corte, che ha affermato il principio secondo cui la previsione contenuta nell’art. 6, par. 3, lett. d), CEDU implica che il giudice di appello, investito della impugnazione del p.m. avverso la sentenza di assoluzione di primo grado, anche se emessa all’esito di giudizio abbreviato, con cui si adduca una erronea valutazione delle prove dichiarative, non può riformare la sentenza impugnata affermando la responsabilità penale dell’imputato, senza avere proceduto, anche d’ufficio, ai sensi dell’art. 603, comma 3, cod. proc. pen., a rinnovare l’istruzione dibattimentale attraverso l’esame dei soggetti che abbiano reso dichiarazioni ritenute decisive ai fini del giudizio assolutorio di primo grado (Sez. U, n. 27620 del 28/04/2016, Dasgupta, Rv. 267487). La Corte ha successivamente ribadito tale principio con riferimento al giudizio abbreviato (Sez. U, n. 18620 del 19/01/2017, Patalano, Rv. 269785).

Una successiva pronuncia della Seconda Sezione ha ritenuto sussistente l’obbligo di riassumere la prova orale nel dibattimento d’appello, con riferimento alle dichiarazioni rese dalla persona offesa, anche nel caso in cui si intenda ribaltare l’esito di condanna del giudizio di primo grado ed assolvere l’imputato che ha proposto impugnazione (Sez. 2, n. 41571 del 20/6/2017, Marchetta, Rv. 270750); la sentenza Marchetta estende il metodo orale nell’apprezzamento della prova dichiarativa ad ogni ipotesi di overtuming decisorio nel giudizio di appello.

Le conclusioni della Seconda Sezione penale, ad avviso delle Sezioni Unite,  non possono essere condivise. Sulla questione controversa le Sezioni Unite Dasgupta si sono già pronunciate escludendo con chiarezza la sussistenza dell’obbligo di rinnovazione della prova dichiarativa decisiva nell’ipotesi del ribaltamento in appello di una decisione di condanna e della conseguente riforma in senso assolutorio.

Dopo aver argomentato per l’accoglimento dell’opzione ermenutica indicata le Sezioni Unite passano ad esaminare anche la riforma cd. Orlando ovvero i contenuti e gli effetti della modifica normativa operata dalla legge 23 giugno 2017, n. 103 (c.d. “riforma Orlando”) sul testo dell’art. 603 cod. proc. pen., in modo da verificarne i riflessi e le possibili interferenze sulla rinnovazione dell’istruzione dibattimentale nell’ipotesi di reformatio in melius. 7.1. L’arti., comma 58, della legge citata ha inserito nell’art. 603 un nuovo comma 3-bis, che così recita: «Nel caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa, il giudice dispone la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale». Il legislatore si è mosso in una prospettiva di sostanziale continuità rispetto al quadro di principi stabiliti dalle Sezioni Unite della Corte con le sentenze Dasgupta e Patalano, limitando l’obbligo di rinnovazione alla sola ipotesi dell’appello proposto dal pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento, senza imporla quando l’epilogo decisorio oggetto del giudizio di appello sia invece una decisione di condanna. Il testo normativo così interpolato dal legislatore non offre alcuno spazio lessicale per sostenere la tesi prospettata dalla Seconda Sezione con la sentenza Marchetta, avendo il legislatore chiaramente mutuato nel corpo della novellata disposizione di cui all’art. 603 cod. proc. pen. quel nesso logico-funzionale che le Sezioni Unite hanno già individuato fra l’esito liberatorio di primo grado e la possibile condanna in appello. Ne discende che la rinnovazione funzionale al proscioglimento va posta in relazione con i meccanismi di funzionamento propri delle ordinarie regole di ammissione della prova indicate dall’art. 603, comma 1 e comma 3, cod. proc. pen..

 

 

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Liquidazione con il gratuito patrocinio e inammissibilità che non sia tale “ab origine” http://studiodipietro.it/?p=2915 http://studiodipietro.it/?p=2915#respond Wed, 28 Mar 2018 13:35:05 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2915

Continue reading]]> In tema di liquidazione del compenso al difensore di soggetto ammesso al patrocinio a spese dello Stato, la Prima Sezione della Corte di cassazione ha affermato che l’art. 106 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 deve essere interpretato nel senso che la mancata liquidazione del compenso consegue solo alla proposizione di una impugnazione inammissibile “ab origine” e non anche ad una pronuncia di inammissibilità che derivi da cause sopravvenute di cui l’impugnante non è responsabile.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione Sezione Penale con sentenza n 14032 ud. 14/03/2018 – deposito del 26/03/2018.

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte

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Guida fiscale anno 2018 per le ristrutturazioni edilizie http://studiodipietro.it/?p=2914 http://studiodipietro.it/?p=2914#respond Tue, 20 Mar 2018 19:50:18 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2914 L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito la nuova guida per le agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie.

Ecco il link per vederla: novità febbraio 2018 per agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni

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Regolamento formazione praticanti avvocati http://studiodipietro.it/?p=2908 http://studiodipietro.it/?p=2908#respond Tue, 20 Mar 2018 05:18:30 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2908

Sulla Gazzetta Ufficiale del 16.3.2018 è stato pubblicato il DECRETO del Ministro della Giustizia 9 febbraio 2018, n. 17 recante

“Regolamento recante la disciplina dei corsi di formazione per l’accesso alla professione di avvocato, ai sensi dell’articolo 43, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 247”.

Download (PDF, 1.46MB)

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Le Sezioni Unite sulla costituzione di parte civile tramite un sostituto http://studiodipietro.it/?p=2905 http://studiodipietro.it/?p=2905#respond Mon, 19 Mar 2018 23:17:01 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2905

Continue reading]]>

Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno deciso che il sostituto processuale del difensore al quale il danneggiato abbia rilasciato procura speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale, non ha la facoltà di costituirsi parte civile, salvo che detta facoltà sia stata espressamente conferita nella procura o che il danneggiato sia presente all’udienza di costituzione.

È la sentenza n. 12213 pubblicata il 16.03.2018: clicca qui per leggerla sul sito della Corte.

La questione di diritto in ordine alla quale il ricorso è stato rimesso alle Sezioni Unite è sinteticamente riassumibile nei seguenti termini : “Se sia legittimato a costituirsi parte civile il sostituto processuale del difensore al quale soltanto la persona danneggiata abbia rilasciato la procura speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale”.

Nel passaggio più importante la Corte rileva che: “Affinché, dunque, il potere di “sostituzione” sia legittimamente conferito appare necessario e sufficiente che il danneggiato preveda una tale possibilità in capo al difensore-procuratore speciale all’interno della procura di cui agli artt. 76 e 122 cod. proc. pen.: “necessario”, perché solo tale ambito formale garantisce che al sostituto venga delegato il diritto sostanziale di cui il mandante è titolare, e “sufficiente” perché non può pretendersi, all’estremo opposto, che il danneggiato conferisca una ulteriore apposita procura speciale direttamente in capo al sostituto. Un tale assunto, già implicitamente affacciatosi nella giurisprudenza della Corte (Sez. 3, n. 6184 del 2015, Dami, cit.), finirebbe per risolversi nella pretesa di un adempimento meramente formale pur a fronte di una volontà chiaramente espressa dal titolare del rapporto. Per questa ragione, del resto, in mancanza di procura speciale al difensore o al sostituto designato, si è affermato che la presenza in udienza della persona offesa (recte, danneggiato) va considerata come esercizio personale della facoltà di costituirsi parte civile, modalità espressamente prevista dall’art. 76 cod. proc.pen. (Sez. 4, n. 41790 del 11/06/2009, Valerio, Rv. 245534; Sez. 4, n. 24455 del 22/04/2015, Plataroti, Rv. 263730), ovvero che «l’assenza di legittimazione all’esercizio dell’azione civile da parte del difensore, per difetto di procura speciale, ovvero da parte del sostituto processuale, per difetto dei relativi poteri sostanziali, è sanata mediante la presenza in udienza della persona offesa, che consente di ritenere la costituzione di parte civile come avvenuta personalmente» (Sez. 4, n. 49158 del 26/10/2017, Sanapo, non mass.). E ciò anche in linea con l’orientamento in generale improntato nel senso della irrilevanza del conferimento della procura speciale laddove il difensore ponga in essere delle attività in presenza della parte interessata (si veda, in particolare con riguardo alla richiesta di rito abbreviato in assenza di procura speciale ma in presenza della parte interessata, Sez. U, n. 9977 del 31/01/2008, Morini, Rv. 238680). Resta da aggiungere che il potere di sostituzione ben potrà operare anche ove la relativa previsione sia contenuta in unico atto con il quale, come nella specie, siano conferite sia la procura di cui agli artt. 76 e 122 sia la procura di cui all’art.100, essendo tale potere comunque “coperto” dal conferimento della prima. 6. In conclusione, deve enunciarsi il seguente principio di diritto: “Il sostituto processuale del difensore al quale soltanto il danneggiato abbia rilasciato procura speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale non ha la facoltà di costituirsi parte civile, salvo che detta facoltà sia stata espressamente conferita nella procura o che il danneggiato sia presente all’udienza di costituzione”.

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Istanza di accelerazione e Legge Pinto http://studiodipietro.it/?p=2902 http://studiodipietro.it/?p=2902#respond Mon, 19 Mar 2018 21:22:11 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2902

Continue reading]]> La Seconda Sezione Civile della Cassazione con ordinanza interlocutoria n 6568 del 16.3.2018 ha stabilito che:

“È rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento all’art. 117, comma 1, Cost. ed ai parametri interposti degli artt. 6, par. 1, e 45, par. 1, della CEDU, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2 quinquies, lett. e), della l. n. 89 del 2001, come introdotto dall’art. 55, comma 1, lett. a), n. 2, del d.l. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 134 del 2012, nella parte in cui qualifica l’istanza di accelerazione quale condizione di proponibilità della domanda di equa riparazione per l’irragionevole durata dei giudizi penali.”

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte

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Gratuito patrocinio: limiti di reddito dal marzo 2018. http://studiodipietro.it/?p=2900 http://studiodipietro.it/?p=2900#respond Tue, 13 Mar 2018 13:16:26 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2900

Continue reading]]> E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 49 del 28 febbraio 2018 il Decreto del Ministero della Giustizia del 16 febbraio 2018 riguardante  “Adeguamento dei limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato”.
Il Ministero della Giustizia ha adeguato la soglia del reddito per per l’ammissione al  “gratuito patrocinio” sulla base  della variazione in aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.
In particolare l’adeguamento del predetto limite di reddito è avvenuto in
relazione alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo verificatasi nel periodo dal 1° luglio 2014 al 30 giugno 2016. In tale biennio, dai dati accertati dall’ISTAT risulta una variazione in diminuzione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, pari allo 0,3%.
Dalla data di entrata in vigore del decreto (15.3.2018)  l’importo indicato nell’art. 76, comma 1, del D.P.R. n. 115/2002 ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è aggiornato in euro 11.493,82. Il precedente valore, così come adeguato con decreto del 12 agosto 2015, era pari ad 11.528,41.

Testo

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
DECRETO 16 gennaio 2018 .
Adeguamento dei limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio
a spese dello Stato.
IL CAPO DEL DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI DI GIUSTIZIA
DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DI CONCERTO CON
IL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto l’art. 76 del testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia di spese di giustizia,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica
30 maggio 2002, n. 115, che fissa le condizioni reddituali
per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;
Visto l’art. 77 del citato testo unico, che prevede l’adeguamento
ogni due anni dei limiti di reddito per l’ammissione
al patrocinio a spese dello Stato in relazione alla
variazione, accertata dall’Istituto nazionale di statistica,
dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai
e impiegati, verificatesi nel biennio precedente, da effettuarsi
con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia,
di concerto con il Ministero dell’economia e delle
finanze;
Visto il decreto interdirigenziale emanato in data
7 maggio 2015 dal Capo del Dipartimento per gli affari di
giustizia del Ministero della giustizia, di concerto con il
Ragioniere generale dello Stato del Ministero dell’economia
e delle finanze, registrato alla Corte dei conti in data
20 luglio 2015, con il quale, con riferimento alla variazione
del citato indice dei prezzi al consumo verificatasi nel
periodo dal 1° luglio 2012 al 30 giugno 2014, è stato fissato
in € 11.528,41 l’importo previsto dall’art. 76, comma 1, del citato testo unico per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;
Ritenuto di dover adeguare il predetto limite di reddito
in relazione alla variazione del medesimo indice dei prezzi
al consumo verificatasi nel periodo dal 1° luglio 2014
al 30 giugno 2016;
Rilevato che, in tale biennio, dai dati accertati dall’Istituto
nazionale di statistica risulta una variazione in diminuzione
dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie
di operai e impiegati, pari allo 0,3%,
Decretano:
L’importo indicato nell’art. 76, comma 1, del decreto
del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115,
è aggiornato ad € 11.493,82.
Il presente decreto verrà inviato agli organi di controllo
e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 16 gennaio 2018
Il Capo del Dipartimento
per gli affari di giustizia
PICCIRILLO
Il Ragioniere generale
dello Stato
FRANCO
Registrato alla Corte dei conti il 31 gennaio 2018, n. 1-212

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Misure di prevenzione: studio della Corte di Cassazione http://studiodipietro.it/?p=2897 http://studiodipietro.it/?p=2897#respond Sun, 11 Mar 2018 20:50:27 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2897 Sul sito della Corte di Cassazione il 7.3.2018  é stato pubblicato il seguente studio:

Relazione n. 15 del 7 marzo 2018 Le misure di prevenzione personali: verso un’interpretazione convenzionalmente e costituzionalmente conforme alla luce dei più recenti arresti della giurisprudenza nazionale ed europea.

Download (PDF, 1.67MB)

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Il CNF sull’obbligo del preventivo scritto http://studiodipietro.it/?p=2895 http://studiodipietro.it/?p=2895#respond Sat, 10 Mar 2018 06:09:11 +0000 http://studiodipietro.it/?p=2895 Il CNF chiarisce in che limite gli avvocati hanno l’obbligo di stipulare un contratto scritto con i propri clienti.

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