Feb 16

Suolo comune, accessione, diritti dei comproprietari.

La costruzione eseguita dal comproprietario sul suolo comune diviene per accessione, ai sensi dell’art. 934 c.c., di proprietà comune ai comproprietari del suolo, salvo contrario accordo, traslativo della proprietà del suolo o costitutivo di un diritto reale su di esso, che deve rivestire la forma scritta “ad substantiam”. II consenso alia costruzione manifestato dal comproprietario non costruttore, pur non essendo idoneo a costituire un diritto di superficie o altro diritto reale, gli preclude lo “ius tollendi”. Ove lo “ius tollendi” non sia o non possa essere esercitato, i comproprietari del suolo sono tenuti a rimborsare al comproprietario costruttore, in proporzione alle rispettive quote di proprietà, le spese sopportate per l’edificazione dell’opera.

Sentenza n. 3873 del 16/02/2018 delle Sezioni Unite Civili della Cassazione.

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Feb 14

Contratti delle società partecipate: occorre la forma scritta ad substantiam?

La Sez. 3 della Cassazione ha trasmesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione, ritenuta di massima di particolare importanza, se per i contratti stipulati dalle aziende speciali partecipate dallo Stato, o dagli enti pubblici, sia o meno prescritto il requisito della forma scritta ad substantiam.

Trattasi dell’ordinanza interlocutoria n. 3566 del 14.02.2018: clicca qui per leggere la motivazione sul sito della Corte.

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Feb 09

Sulla messa alla prova.

La Terza Sezione Penale della Cassazione , pronunciando in tema di sospensione del procedimento con messa alla prova, ha affermato che è illegittimo il provvedimento con cui il giudice modifichi il programma di trattamento elaborato ai sensi dell’art. 464-bis, comma 2, cod. pen. in difetto della previa consultazione delle parti e del consenso dell’imputato.

È la sentenza n. 5784/2018 pubblicata il 7 febbraio 2018.

Clicca qui per leggerla

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Gen 30

Contratto di patrocinio legale e forma scritta: nuova pronuncia della Cassazione.

In tema di forma scritta ad substantiam dei contratti della P.A., il requisito è soddisfatto, nel contratto di patrocinio, con il rilascio al difensore della procura ai sensi dell’art. 83 cod. proc. civ., atteso che l’esercizio della rappresentanza giudiziale tramite la redazione e la sottoscrizione dell’atto difensivo perfeziona, mediante l’incontro di volontà fra le parti, l’accordo contrattuale in forma scritta, rendendo così possibile l’identificazione del contenuto negoziale e i controlli dell’Autorità tutoria. La conferma arriva dalla Cassazione con sentenza n. 1830 del 25 gennaio 2018.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione Terza Sezione Civile con sentenza n. 1830/2018 depositata il 25 gennaio 2018.

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte.

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Gen 25

Casi in cui la Cassazione può annullare senza rinvio.

Le Sezioni unite della Suprema Corte hanno affermato che la Corte di cassazione pronuncia sentenza di annullamento senza rinvio se ritiene superfluo il rinvio e se, anche all’esito di valutazioni discrezionali, può decidere la causa alla stregua degli elementi di fatto già accertati o sulla base delle statuizioni adottate dal giudice di merito, non risultando perciò necessari ulteriori accertamenti di fatto.

Trattasi della sentenza n. 3464/2018: clicca qui per leggerla sul sito della Corte

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Gen 25

Prescrizione e coimputato non impugnante

Le Sezioni unite penali della Corte di cassazione hanno affermato che l’effetto estensivo ex art. 587 cod. proc. pen. della declaratoria di estinzione del reato per prescrizione non opera in favore del coimputato concorrente nello stesso reato, non impugnante, se detta causa estintiva sia maturata dopo la irrevocabilità della sentenza emessa nei confronti del medesimo.

Trattasi della sentenza n. 3391/2018:

clicca qui per leggerla sul sito della Corte

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Gen 19

Inammissibile un regolamento di competenza d’ufficio per valore

Il regolamento di competenza d’ufficio è inammissibile qualora il giudice adito in riassunzione neghi di essere competente per materia e ritenga che la competenza sulla causa sia regolata solo per valore, poiché in detto caso l’eventuale decisione di accoglimento del regolamento da parte della S.C., in quanto necessariamente contenente – in forza dell’art. 49, comma 2, c.p.c. – l’individuazione del giudice competente per valore, non essendovi alcun giudice competente per materia, sostanzialmente produrrebbe il medesimo effetto di un regolamento di competenza d’ufficio per valore, che l’art. 45 c.p.c. non prevede per insindacabile scelta di merito legislativo.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione – Sezioni Unite Civili con sentenza n. 1202 del 18.01.2018.

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Gen 17

Contratti bancari monofirma: le Sezioni Unite mettono un punto fermo.

II requisito della forma scritta del contratto-quadro relativo ai servizi di investimento, di cui all’art. 23 del d.lgs. n. 58 del 1998, è rispettato ove il contratto sia redatto per iscritto e ne sia consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente la sola sottoscrizione dell’investitore, non necessitando la sottoscrizione anche dell’intermediario.

Lo hanno stabilito le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione con sentenza n. 898 del 16.1.2018: ecco il link per leggere la MOTIVAZIONE SUL SITO DELLA CORTE .

Oggetto di rimessione da parte della I sezione civile con l’ordinanza del 27/4/2017, n. 10447 era il quesito <<se il requisito della forma scritta del contratto di investimento esiga, oltre alla sottoscrizione dell’investitore, anche la sottoscrizione ad substantiam dell’intermediario».

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Gen 11

Nuova disciplina delle intercettazioni: D.Lvo 216/2017

 

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale S.G.n. 8  dell’11.1.2018 il DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2017 , n. 216  recante “Disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 84, lettere a) , b) , c) , d) ed e) , della legge
23 giugno 2017, n. 103″.

Ecco il testo ufficiale

Download (PDF, 209KB)

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Gen 10

Ancora sul deposito in Cassazione del provvedimento impugnato notificato a mezzo PEC

La Sez. 6 Civile della Corte di cassazione, con ordinanza n. 30765 del 22.12.2017, ha affermato che: “Ai fini del rispetto di quanto imposto, a pena d’improcedibilità, dall’art. 369, comma 2, c.p.c., il difensore che propone ricorso per cassazione contro un provvedimento che gli è stato notificato con modalità telematiche, deve depositare nella cancelleria della Corte di cassazione copia analogica, con attestazione di conformità ai sensi dei commi 1 bis e 1 ter dell’art. 9 della l. n. 53 del 1994, del messaggio di posta elettronica certificato ricevuto, nonché della relazione di notifica e della decisione impugnata, allegati al messaggio; tuttavia, non è anche necessario il deposito di copia autenticata del provvedimento impugnato estratta direttamente dal fascicolo informatico”.

Ecco il link per leggere la MOTIVAZIONE

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Gen 08

Come si deposita in Cassazione la copia della sentenza di cui si è ricevuta la notifica a mezzo pec

Ordinanza n. 30622 del 20 dicembre 2017 della Corte di Cassazione Terza Sezione Civile.

Per la Corte: “Costituisce questione di massima di particolare importanza se, in funzione del soddisfacimento dell’onere di cui all’art. 369, comma 2, c.p.c., di depositare la copia autentica della relazione di notificazione della sentenza impugnata, quando la stessa sia stata eseguita con modalità telematica ai sensi dell’art. 3 bis l. n. 53 del 1994, il difensore del ricorrente, destinatario della notificazione medesima, debba, in conformità all’art. 9, commi 1 bis e 1 ter, della stessa legge: a) estrarre copie cartacee del messaggio di posta elettronica certificata pervenutogli e della relazione di notificazione redatta dal mittente; b) attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità agli originali digitali delle copie analogiche formate; c) depositare queste ultime nella cancelleria della Corte di Cassazione entro il termine stabilito dall’art. 369 c.p.c.

Link alla MOTIVAZIONE

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Gen 06

Contestazione tardiva, licenziamento, conseguenze.

La dichiarazione giudiziale di risoluzione del licenziamento disciplinare conseguente ad un ritardo notevole ed ingiustificato della contestazione disciplinare, ricadente ratione temporis nella disciplina dell’art. 18 st.lav., come modificato dall’art. 1, comma 42, della l. n. 92 del 2012, comporta l’applicazione della sanzione dell’indennità come prevista dal quinto comma dello stesso art. 18 statuto lavoratori.

Lo hanno stabilito le Sezioni Unite Civili con sentenza n. 30985 del 27/12/2017.

Qui la MOTIVAZIONE

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