ATTO DI PRECISAZIONE CREDITO EX ART 569 CPC PER ESECUZIONI IMMOBILIARI SUCCESSIVE AL 13.2.2019

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Negoziazione assistita. Separazione dei coniugi con trasferimento immobiliare: serve autentica di pubblico ufficiale per la trascrizione.

Ove i coniugi raggiungano, in sede di negoziazione assistita, un accordo di separazione consensuale ex art. 6 del d.l. n. 132 del 2014, conv. dalla l. n. 162 del 2014, comprensivo del trasferimento di diritti immobiliari, la trascrizione di tale accordo richiede, ai sensi dell’art. 5, comma 3, del medesimo d.l. n. 132, l’autenticazione del relativo verbale da parte di un pubblico ufficiale a ciò autorizzato.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione Sezione Seconda Civile con sentenza n. 1202 del 21 gennaio 2020 .

Clicca qui per leggerla sul sito della Cassazione

La vicenda trae origine dall’autentica delle sottoscrizioni di due coniugi in calce al verbale dell’accordo di separazione personale concluso ai sensi dell’art. 6 d. I. n. 132 del 2014, convertito in legge n. 162 del 2014, che conteneva la regolamentazione degli aspetti personali della separazione riguardanti i coniugi, l’affidamento condiviso del figlio minore di età, la determinazione dell’assegno mensile dovuto dal marito per il mantenimento del minore, il trasferimento in favore della moglie della proprietà della quota di metà dell’immobile adibito a casa coniugale, dietro corrispettivo della somma di euro 12.000 con accollo dell’obbligo di pagamento del mutuo ipotecario, la previsione dell’obbligo della moglie di curare la trascrizione del verbale presso l’agenzia del territorio servizio di pubblicità immobiliare.

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Incidente in area privata: opera la copertura assicurativa per la R.C. auto?

L’art. 122 del codice delle assicurazioni private prevede che “1. I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi prevista dall’articolo 2054 del codice civile e dall’articolo 91, comma 2, del codice della strada…………”.

La giurisprudenza si é a lungo occupata della portata della locuzione  “su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate” e per grande parte ha escluso l’operatività della garanzia assicurativa per la R.C. auto in caso di incidenti avvenuti in aree private destinate a un numero determinato di persone.

Ora forse qualcosa cambierà.

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PAT: la sospensione feriale dei termini non si applica nel procedimento cautelare.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana con ordinanza n. 798/2019 pubblicata il 13.12.2019 ha ribadito un concetto pacifico anche nella giurisprudenza precedente al CPA.

Il caso riguarda un’ordinanza cautelare pubblicata il 6 luglio ed impugnata il 7 ottobre. Essendo il termine per impugnare le ordinanze cautelari di gg. 60 l’impugnazione è stata dichiarata irricevibile proprio perché il termine non è sospeso nel mese di agosto.

Ecco il link per leggerla sul sito della Corte

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Assicurazione sulla vita a favore degli “eredi legittimi”.

La Sezione III della Cassazione ha rimesso all’esame del Primo Presidente, per la valutazione dell’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della S.C., le seguenti questioni, oggetto di contrasto nella giurisprudenza di legittimità:

– se, in materia di assicurazione sulla vita in favore di un terzo, l’espressione “legittimi eredi”, ove presente nel contratto, sia meramente descrittiva di coloro che, in astratto, rivestono la qualità di eredi legittimi o si riferisca, invece, agli effettivi destinatari dell’eredità;

– se la designazione degli eredi in sede testamentaria possa interferire, in sede di liquidazione dell’indennizzo, con la individuazione astratta dei legittimi eredi;

– se, in quest’ultima ipotesi, il beneficio indennitario debba ricalcare la misura delle quote ereditarie spettanti per legge o se la natura di diritto proprio, sancita dall’art. 1920, ultimo comma, c.c., imponga una divisione di tale indennizzo fra gli aventi diritto in parti eguali.

È l’ordinanza interlocutoria n. 33195 del 16/12/2019.

Link per leggerla sul sito della Corte

Questo il passaggio della motivazione.

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Sulla nuova legittima difesa.

In tema di legittima difesa, la Terza sezione Penale della Cassazione ha affermato che la causa di non punibilità prevista dall’art. 55, secondo comma, cod. pen., come integrato dalla legge 26 aprile 2019, n. 36, per chi abbia agito in condizioni di minorata difesa o in stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto, non è configurabile quando l’azione difensiva illecita, ascritta a titolo di eccesso colposo, non sia determinata dall’intento di salvaguardare la propria o altrui incolumità, ma sia esclusivamente riferibile alla difesa dei beni propri o altrui, senza che sia ipotizzabile il pericolo di aggressione personale contemplato dall’art. 52, secondo comma, lett. b), cod. pen.

Trattasi della sentenza n. 49883 / 2019 (ud. 10/10/2019 – deposito del 10/12/2019)

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Servizio “seguimi” di Poste Italiane e regolarità della notifica

In tema di procedimento notificatorio dell’accertamento tributario, la Sezione V civile Tributaria della Cassazione ha ritenuto invalida la notifica eseguita dall’Agenzia delle entrate in un comune diverso rispetto a quello del domicilio fiscale del contribuente, presso l’indirizzo indicato da Poste italiane individuato mediante il servizio “seguimi”, qualificando detto servizio (di natura contrattuale e finalizzato a far pervenire la corrispondenza – diversa dagli atti giudiziari – all’indirizzo indicato dal richiedente) non equiparabile all’elezione di domicilio di cui all’art. 60, comma 1, lett. d), del d.P.R. n. 600 del 1973.

Trattasi dell’ordinanza n. 31479 del 03/12/2019

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte

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Opposizione a decreto ingiuntivo e mediazione

Siamo in attesa che sulla questione del soggetto a cui spetti introdurre il procedimento di mediazione in caso di opposizione a decreto ingiuntivo si pronuncino le Sezioni Unite cui la questione è stata rimessa con l’ordinanza interlocutoria n. 18741/2019 della Terza Sezione Civile della Cassazione ritenendo la questione di massima particolare importanza (non vi sono contrasti tra le Sezioni in quanto l’unico precedente della Suprema Corte è la sentenza n.24629/2015 per cui il suddetto onere grava sull’opponente evidenziando che, essendo il tentativo obbligatorio di mediazione strutturalmente legato ad un processo fondato sul contraddittorio, grava sulla parte che promuove un simile giudizio l’onere di assolvere tale condizione di procedibilità).

Per approfondire sulla remissione alle Sezioni Unite clicca qui.

In attesa delle Sezioni Unite con l’ordinanza n. 23003/2019, pubblicata il 16 settembre 2019, la Sesta Sezione Civile della Corte si è nuovamente pronunciata in merito al soggetto obbligato, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, ad instaurare il procedimento di mediazione, ribadendo quanto già affermato con la sentenza n. 24629/2015 che il suddetto onere grava sull’opponente.

Clicca qui per leggere l’ordinanza sul sito della Corte

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Divieto di prova per testi: vale solo per i contratti che richiedono la forma scritta ad substantiam?

La Seconda Sezione civile della Cassazione ha disposto la trasmissione degli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite ponendo la questione se in una transazione o anche, più in generale, in un contratto per il quale sia richiesta la forma scritta “ad probationem”, sia operativo il divieto della prova per testi e se l’eventuale inammissibilità possa essere rilevata d’ufficio o debba, invece, essere eccepita dalla parte interessata entro il termine di cui all’art. 157, comma 2, c.p.c., nella prima istanza o difesa successiva alla sua articolazione; il quesito è stato posto all’interno della più ampia questione riguardante l’esistenza o meno di un unitario regime processuale relativo all’inammissibilità della prova testimoniale, derivante dal combinato disposto di cui agli artt. 2725 c. e 2729 c.c., applicabile indifferentemente sia ai contratti per i quali sia richiesta la forma scritta “ad probationem”, sia a quelli per cui la forma è richiesta “ad substantiam”.

Trattasi dell’ordinanza interlocutoria n. 30244 del 20/11/2019.

Ecco il link per leggerla sul sito della Cassazione

Il passaggio decisivo è il seguente.

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Agenzia delle Entrate Riscossione: chi la difende? L’Avvocatura dello Stato o gli avvocati del libero foro?

Le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione con Sentenza n. 30008 del 19/11/2019 decidendo su questione di massima di particolare importanza, hanno enunciato il seguente principio di diritto nell’interesse della legge, ex art. 363, comma 3, c.p.c.: “Impregiudicata la generale facoltà di avvalersi anche di propri dipendenti delegati davanti al tribunale ed al giudice di pace, per la rappresentanza e la difesa in giudizio l’Agenzia delle Entrate-Riscossione si avvale: – dell’Avvocatura dello Stato nei casi previsti come ad essa riservati dalla convenzione con la stessa intervenuta (fatte salve le ipotesi di conflitto e, ai sensi dell’art. 43, comma 4, r.d. n. 1933 del 1933, di apposita motivata delibera da adottare in casi speciali e da sottoporre all’organo di vigilanza), oppure ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici, ovvero, in alternativa e senza bisogno di formalità, né della delibera prevista dal richiamato art. 43, comma 4, r.d. cit., – di avvocati del libero foro (nel rispetto degli artt. 4 e 17 del d.lgs. n. 50 del 2016 e dei criteri di cui agli atti di carattere generale adottati ai sensi del comma 5 del medesimo art. 1 del d.l. n. 193 del 2016) in tutti gli altri casi ed in quelli in cui, pure riservati convenzionalmente all’Avvocatura erariale, questa non sia disponibile ad assumere il patrocinio; quando la scelta tra il patrocinio dell’avvocatura erariale e quello di un avvocato del libero foro discende dalla riconduzione della fattispecie alle ipotesi previste dalla Convenzione tra l’Agenzia e l’Avvocatura o di indisponibilità di questa ad assumere il patrocinio, la costituzione dell’Agenzia a mezzo dell’uno o dell’altro postula necessariamente ed implicitamente la sussistenza del relativo presupposto di legge, senza necessità di allegazione e di prova al riguardo, nemmeno nel giudizio di legittimità”.

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Tutela del paesaggio e del patrimonio storico e previsioni degli strumenti urbanistici

Dal sito della Giustizia Amministrativa

Cons. Stato, sez. II, 14 novembre 2019, n. 7839 – Pres. Greco, Est. Manzione

Urbanistica – Piano regolatore – Rapporto con la tutela paesaggio e del patrimonio storico e artistico – Individuazione.

La tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico è principio fondamentale della Costituzione (art. 9) ed ha carattere di preminenza rispetto alla tutela degli altri beni giuridici che vengono in rilievo nella difesa del territorio, di tal che anche le previsioni degli strumenti urbanistici devono necessariamente coordinarsi con quelle sottese alla difesa di tali valori; è dunque possibile l’intersecarsi dei livelli di tutela, purché nel rispetto della ripartizione delle competenze sancito dalla Costituzione, rafforzando con misure in materia di edificabilità dei suoli il regime vincolistico “puntiforme” (1).

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Se sbagli l’indirizzo Pec il Giudice potrebbe disporre la rinnovazione della notifica

 

Si segnala l’ordinanza della Corte di Cassazione Sezione Seconda Civile n. 29565/2019 del 14.11.2019 con cui la Corte, a fronte della notifica a un certo indirizzo dell’avvocatura dello Stato, ha rilevato che lo stesso era inidoneo ed ha indicato il diverso indirizzo Pec cui effettuare la notifica, dando un termine per ripetere l’adempimento.

Ecco il link

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