Notifiche a mezzo Pec alle PPAA: quale indirizzo utilizzare

Con la recente decisione del 12.12.2018 n. 7026 la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto che è valida, dopo l’entrata in vigore del processo amministrativo telematico, la notifica Pec effettuata all’Amministrazione all’indirizzo tratto dall’elenco Indice PA.
In particolare la Sezione ha stabilito che dopo l’entrata in vigore del Pat, la notificazione, a mezzo posta elettronica certificata, del ricorso effettuata all’amministrazione all’indirizzo tratto dall’elenco presso l’Indice PA è pienamente valida ed efficace; l’Indice PA è, infatti, un pubblico elenco in via generale e, come tale, utilizzabile ancora per le notificazioni alle P.A., soprattutto se  l’amministrazione pubblica destinataria della notificazione telematica è rimasta inadempiente all’obbligo di comunicare altro e diverso indirizzo PEC da inserire nell’elenco pubblico tenuto dal Ministero della giustizia.

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Particolare tenuità del fatto e precedenti di polizia.

Cassazione Penale Quarta Sezione

Sentenza n. 51526 ud. 04/10/2018 – deposito del 15/11/2018

CAUSE DI NON PUNIBILITA’ – Non procedibilità per particolare tenuità del fatto – Presupposto ostativo del comportamento abituale – Rilevanza di denunce e precedenti di polizia – Esclusione – Conseguenze – Indicazioni

La Quarta Sezione ha affermato che, ai fini della sussistenza del presupposto dell’abitualità del comportamento dell’imputato ostativo al riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità del fatto, non rilevano, di per sé, denunce o precedenti di polizia, i quali determinano il dovere del giudice di verificarne anche d’ufficio gli esiti, onde trarre da questi concreti elementi di fatto eventualmente dimostrativi del suddetto presupposto.

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Membri dei Consigli degli ordini degli avvocati: la vicenda del doppio mandato

La legge di riforma dell’ordinmento forense n. 247/2012, entrata in vigore il 2.2.2013, all’art. 25, comma 5, prevedeva:

5. Risultano eletti coloro che hanno riportato il maggior numero di voti. In caso di parita’ di voti risulta eletto il piu’ anziano per iscrizione e, tra coloro che abbiano uguale anzianita’ di iscrizione, il maggiore di eta’. I consiglieri non possono essere eletti per piu’ di due mandati. La ricandidatura e’ possibile quando sia trascorso un numero di anni uguale agli anni nei quali si e’ svolto il precedente mandato.

L’art. 28, comma 5, citato é stato abrogato dall’art. 18 della Legge 12 luglio 2017 n. 113.

L’art. 3 comma 2 della Legge 12 luglio 2017, entrata in vigore il 21.07.2017, ha previsto che:

3. Sono eleggibili gli iscritti che hanno diritto di voto, che non abbiano riportato, nei cinque anni precedenti, una sanzione disciplinare esecutiva piu’ grave dell’avvertimento. Fermo restando quanto previsto al comma 4, i consiglieri non possono essere eletti per piu’ di due mandati consecutivi. La ricandidatura e’ possibile quando sia trascorso un numero di anni uguale agli anni nei quali si e’ svolto il precedente mandato.

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Elezioni forensi e doppio mandato

Le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione con sentenza n. 32781 del 19/12/2018 hanno fissato il presente principio:

“In tema di elezioni dei Consigli degli ordini circondariali forensi, la disposizione dell’art. 3, comma 3, secondo periodo, della l. n. 113 del 2017, in base alla quale i consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi, si intende riferita anche ai mandati espletati solo in parte prima della sua entrata in vigore, con la conseguenza che, a far data dall’entrata in vigore di detta legge (21 luglio 2017) e fin dalla sua prima applicazione in forza del comma 3 del suo art. 17, non sono eleggibili gli avvocati che abbiano già espletato due mandati consecutivi (esclusi quelli di durata inferiore al biennio ex art 3, comma 4, della legge citata) di componente dei Consigli dell’ordine, pure se anche solo in parte sotto il regime anteriore alla riforme di cui alle leggi n. 247 del 2012 e n. 113 del 2017”.

Clicca qui per leggerla sul sito della Cassazione

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Ritenuta d’acconto e sostituto d’imposta.

La Sezione Tributaria della Cassazione ha rimesso gli atti al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, ai fini della composizione di un rilevato contrasto sulla natura solidale dell’obbligazione del sostituito d’imposta nei confronti dell’Amministrazione finanziaria rispetto al dovere del sostituto di effettuare la ritenuta d’acconto.

Trattasi dell’ordinanza n. 31742 del 7.12.2018.

Clicca qui per leggere la,motivazione

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Proprietario del veicolo ed esonero da responsabilità

Ai sensi dell’art. 126 bis, comma 2, Codice della strada, come modificato dall’art. 2, comma 164, lett. b), del d.l. n. 262 del 2006, conv. in legge n. 286 del 2006, ai fini dell’esonero del proprietario di un veicolo dalla responsabilità per la mancata comunicazione dei dati personali e della patente del soggetto che lo guidava all’epoca del compimento di una infrazione, possono rientrare nella nozione normativa di “giustificato motivo” soltanto il caso di cessazione della detenzione del detto veicolo da parte del proprietario o la situazione imprevedibile e incoercibile che impedisca allo stesso di sapere chi conducesse il mezzo in un determinato momento, nonostante egli abbia dimostrato di avere adottato misure idonee, esigibili secondo criteri di ordinaria diligenza, a garantire la concreta osservanza del dovere di conoscere e ricordare nel tempo l’identità di chi si avvicendi nella guida.

Lo dice la Cassazione Civile Seconda Sezione con Sentenza n. 30939 del 29/11/2018.

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Chi può rappresentare e difendere in giudizio l’Agenzie delle Entrate Riscossione

L’Agenzia delle Entrate Riscossione, quale successore “ope legis” di Equitalia, ove si limiti a subentrare a quest’ultima negli effetti di un rapporto processuale pendente, senza formale costituzione in giudizio, può validamente avvalersi dell’attività difensiva espletata da avvocato del libero foro già designato da Equitalia secondo la disciplina previgente; qualora, invece, si costituisca in un nuovo giudizio ovvero anche in un giudizio pendente, deve avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato a pena di nullità del mandato difensivo, salvo che alleghi le fonti del potere di rappresentanza ed assistenza dell’avvocato del libero foro prescelto, fonti che vanno congiuntamente individuate sia in un atto organizzativo generale contenente gli specifici criteri legittimanti il ricorso ad avvocati del libero foro, sia in apposita motivata deliberazione, da sottoporre agli organi di vigilanza, la quale indichi le ragioni che, nel caso concreto, giustificano tale ricorso alternativo.

Lo ha stabilito la Quinta Sezione Civile della Cassazione con ordinanza n. 28741 del 09/11/2018.

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Cassazione: deposito della copia cartacea della sentenza notificata via Pec priva di attestazione di conformità.

Con Ordinanza interlocutoria n. 28844 dell’11 novembre 2018 la Sesta Sezione civile della Cassazione, sottosezione terza, ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione della causa alle Sezioni Unite in ordine alla risoluzione della questione, di massima di particolare importanza, se in mancanza del deposito della copia autentica della sentenza, da parte del ricorrente in cassazione o dello stesso controricorrente, nel termine di venti giorni dall’ultima notificazione del ricorso, il deposito in cancelleria nel suddetto termine di copia analogica della sentenza notificata telematicamente, senza attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi 1 bis e 1 ter, della l. n. 53 del 1994, o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, comporti l’improcedibilità del ricorso anche se il controricorrente non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all’originale notificato o intervenga l’asseverazione di conformità all’originale della copia analogica sino all’udienza di discussione o all’udienza in camera di consiglio.

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Interessi moratori: la Cassazione stravolge il sistema di calcolo dell’usurarietà dei tassi

Con ordinanza n. 27442/2018 pubblicata il 30.10.2018 la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione é tornata sul tema del sistema di calcolo dell’usurarietà dei tassi con rfierimento agli interessi moratori.

Clicca qui di seguito per vederla nella sua interezza: Ord Cass 27442 – 2018

Si trattava del caso in cui una società convenne in giudizio una Banca assumendo che il tasso di mora  superava il tasso soglia (senza specificare se tale superamento era già al momento della pattuizione ovvero in momento successivo) e, di conseguenza, il relativo patto era nullo con conseguente gratuità del finanziamento (si trattava di un leasing) ex art. 1815  c.c..

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Eccezione di prescrizione nelle cause di diritto bancario: come si formula?

La Prima Sezione civile della Cassazione ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, ai fini della composizione di un rilevato contrasto sulle modalità di formulazione dell’eccezione di prescrizione sollevata dalla banca allorchè il correntista domandi la restituzione di somme indebitamente versate, ed in particolare se l’eccezione di prescrizione, per essere validamente proposta, debba contenere anche l’allegazione delle singole rimesse aventi natura solutoria operate nel corso del rapporto.

Trattasi dell’Ordinanza interlocutoria n. 27680 del 30/10/2018.

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Udienza penale: delega scritta o orale?

La Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha affermato che l’art. 96, comma 2, cod. proc. pen., come interpretato alla luce della tacita abrogazione dell’art. 9 del r.d.l. n. 1578 del 1933, conv. dalla legge n. 36 del 1934, per effetto della legge n. 247 del 2012 di riforma dell’ordinamento della professione forense, consente che la designazione dell’avvocato sostituto da parte del difensore titolare possa essere effettuata con delega “orale”.

Trattasi della sentenza n. 48862/2018 (ud. 02/10/2018 – deposito del 26/10/2018): clicca qui per leggerla sul sito della Corte.

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Azione civile per danni e contemporanea pendenza del processo penale.

La Sezione Sesta Civile della Cassazione ha rimesso al Primo Presidente ai fini dell’eventuale esame delle Sez. U la seguente questione ritenuta di massima di particolare importanza: “se con riferimento alla domanda di risarcimento dei danni (nella specie derivanti da circolazione di veicolo soggetto ad assicurazione obbligatoria RCA) proposta, avanti il giudice civile, nei confronti del conducente, del proprietario del veicolo e della società assicurativa della RCA, con atto di citazione notificato in data successiva alla pronuncia della sentenza penale di primo grado emessa nei confronti del conducente-imputato per il reato di lesioni personali, ed in difetto di costituzione di parte civile nel processo penale, il giudizio civile per il risarcimento danni debba essere necessariamente sospeso in relazione alla posizione processuale di tutti i litisconsorti sia facoltativi (conducente) che necessari “ex lege” (proprietario ed impresa assicurativa), ai sensi dell’art. 75, comma 3, c.p.p.; ovvero se, invece, la sospensione necessaria predetta operi limitatamente all’azione risarcitoria proposta in sede civile nei confronti del solo conducente-imputato, previa separazione delle cause originariamente connesse, dovendo essere proseguito il giudizio civile nei confronti del proprietario e della società assicurativa; ovvero ancora se la sospensione necessaria ex art. 75, comma 3, c.p.p. non trovi affatto. applicazione, laddove la causa risarcitoria – anziché essere proposta nei confronti del solo imputato- sia stata proposta, cumulativamente, anche nei confronti di altri soggetti (responsabili civili) diversi dall’imputato, e ciò sia nel caso in cui le parti siano tra loro in relazione di litisconsorzio facoltativo, sia nel caso in cui rivestano la posizione di litisconsorti necessari”.

Trattasi dell’ordinanza interlocutoria n. 25198 del 16/10/2018.

Clicca qui per leggerla sul sito della Corte

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