Gen 19

Inammissibile un regolamento di competenza d’ufficio per valore

Il regolamento di competenza d’ufficio è inammissibile qualora il giudice adito in riassunzione neghi di essere competente per materia e ritenga che la competenza sulla causa sia regolata solo per valore, poiché in detto caso l’eventuale decisione di accoglimento del regolamento da parte della S.C., in quanto necessariamente contenente – in forza dell’art. 49, comma 2, c.p.c. – l’individuazione del giudice competente per valore, non essendovi alcun giudice competente per materia, sostanzialmente produrrebbe il medesimo effetto di un regolamento di competenza d’ufficio per valore, che l’art. 45 c.p.c. non prevede per insindacabile scelta di merito legislativo.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione – Sezioni Unite Civili con sentenza n. 1202 del 18.01.2018.

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Gen 17

Contratti bancari monofirma: le Sezioni Unite mettono un punto fermo.

II requisito della forma scritta del contratto-quadro relativo ai servizi di investimento, di cui all’art. 23 del d.lgs. n. 58 del 1998, è rispettato ove il contratto sia redatto per iscritto e ne sia consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente la sola sottoscrizione dell’investitore, non necessitando la sottoscrizione anche dell’intermediario.

Lo hanno stabilito le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione con sentenza n. 898 del 16.1.2018: ecco il link per leggere la MOTIVAZIONE SUL SITO DELLA CORTE .

Oggetto di rimessione da parte della I sezione civile con l’ordinanza del 27/4/2017, n. 10447 era il quesito <<se il requisito della forma scritta del contratto di investimento esiga, oltre alla sottoscrizione dell’investitore, anche la sottoscrizione ad substantiam dell’intermediario».

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Gen 11

Nuova disciplina delle intercettazioni: D.Lvo 216/2017

 

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale S.G.n. 8  dell’11.1.2018 il DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2017 , n. 216  recante “Disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 84, lettere a) , b) , c) , d) ed e) , della legge
23 giugno 2017, n. 103″.

Ecco il testo ufficiale

Download (PDF, 209KB)

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Gen 10

Ancora sul deposito in Cassazione del provvedimento impugnato notificato a mezzo PEC

La Sez. 6 Civile della Corte di cassazione, con ordinanza n. 30765 del 22.12.2017, ha affermato che: “Ai fini del rispetto di quanto imposto, a pena d’improcedibilità, dall’art. 369, comma 2, c.p.c., il difensore che propone ricorso per cassazione contro un provvedimento che gli è stato notificato con modalità telematiche, deve depositare nella cancelleria della Corte di cassazione copia analogica, con attestazione di conformità ai sensi dei commi 1 bis e 1 ter dell’art. 9 della l. n. 53 del 1994, del messaggio di posta elettronica certificato ricevuto, nonché della relazione di notifica e della decisione impugnata, allegati al messaggio; tuttavia, non è anche necessario il deposito di copia autenticata del provvedimento impugnato estratta direttamente dal fascicolo informatico”.

Ecco il link per leggere la MOTIVAZIONE

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Gen 08

Come si deposita in Cassazione la copia della sentenza di cui si è ricevuta la notifica a mezzo pec

Ordinanza n. 30622 del 20 dicembre 2017 della Corte di Cassazione Terza Sezione Civile.

Per la Corte: “Costituisce questione di massima di particolare importanza se, in funzione del soddisfacimento dell’onere di cui all’art. 369, comma 2, c.p.c., di depositare la copia autentica della relazione di notificazione della sentenza impugnata, quando la stessa sia stata eseguita con modalità telematica ai sensi dell’art. 3 bis l. n. 53 del 1994, il difensore del ricorrente, destinatario della notificazione medesima, debba, in conformità all’art. 9, commi 1 bis e 1 ter, della stessa legge: a) estrarre copie cartacee del messaggio di posta elettronica certificata pervenutogli e della relazione di notificazione redatta dal mittente; b) attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità agli originali digitali delle copie analogiche formate; c) depositare queste ultime nella cancelleria della Corte di Cassazione entro il termine stabilito dall’art. 369 c.p.c.

Link alla MOTIVAZIONE

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Gen 06

Contestazione tardiva, licenziamento, conseguenze.

La dichiarazione giudiziale di risoluzione del licenziamento disciplinare conseguente ad un ritardo notevole ed ingiustificato della contestazione disciplinare, ricadente ratione temporis nella disciplina dell’art. 18 st.lav., come modificato dall’art. 1, comma 42, della l. n. 92 del 2012, comporta l’applicazione della sanzione dell’indennità come prevista dal quinto comma dello stesso art. 18 statuto lavoratori.

Lo hanno stabilito le Sezioni Unite Civili con sentenza n. 30985 del 27/12/2017.

Qui la MOTIVAZIONE

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Gen 04

Notifica ricorso per Cassazione: le 21.00 come orario limite.

La Corte di Cassazione Sesta Sezione Civile con ordinanza numero 30766/17 pubblicata il 22.12.2017  ha dichiarato che la notifica con modalità telematiche richiesta dopo le ore 21 si perfeziona alle ore 7 del giorno successivo.Il ricorso in Cassazione notificato  oltre il predetto orario del giorno di scadenza del termine per impugnare deve ritenersi intempestivo e, quindi, inammissibile.

Clicca qui per leggere la MOTIVAZIONE SUL SITO DELLA CORTE.

Il  problema che si poneva alla Corte era di stabilire se la notifica telematica effettuata dopo le 21.00 del giorno di scadenza del termine per proporre il ricorso sia o meno tempestiva.

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Gen 04

Linee guida ANAC su scelta dell’avvocato da parte della PA: il parere contrario del CNF

Download (PDF, 2.83MB)

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Gen 03

Notifica del decreto di citazione al difensore anziché presso il domicilio eletto: è nullità a regime intermedio.

Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno affermato che la notificazione della citazione a giudizio mediante consegna al difensore di fiducia anziché presso il domicilio dichiarato o eletto, determina una nullità a regime intermedio, che non è sanata dalla mancata allegazione da parte del difensore di circostanze impeditive della conoscenza dell’atto da parte dell’imputato.

È la sentenza n. 58120 ud. 22/06/2017 – deposito del 29/12/2017.

Clicca qui per la MOTIVAZIONE

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Dic 29

Pec e processo penale

In tema di notificazioni ai sensi dell’art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen., la Terza Sezione della Corte di Cassazione ha affermato che la ricezione dell’atto tramite posta elettronica certificata da parte del difensore fiduciario che, in precedenza, abbia dichiarato di non voler accettare le notificazioni per conto dell’assistito, non può valere quale tacita revoca della precedente dichiarazione e conseguente valida accettazione dell’atto, poiché la ricezione tramite p.e.c., in quanto automatica, non è espressione di una volontà contraria rispetto a quella in precedenza manifestata.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione Terza Sezione Penale con sentenza n. 57105 del 21.12.2017 (ud. 12/04/2017 – deposito del 21/12/2017): clicca qui per leggerla sul sito della Corte..

Ecco il passaggio saliente della motivazione:

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Dic 29

Tribunale Roma: protocollo sulla redazione degli atti

Il 12.12.2917 è stato sottoscritto dal Presidente del Tribunale di Roma, dal Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e dal Coordinatore dell’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Roma il “PROTOCOLLO SULLA SINTETICITA’ E CHIAREZZA DEGLI ATTI PROCESSUALI DI PARTE E DEI PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE NEL GIUDIZIO DI PRIMO GRADO”.

Download (PDF, 310KB)

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Dic 29

Appellato e domanda di garanzia assorbita in primo grado.

La Sezione Terza della Cassazione con ordinanza n. 29499 del 21.12.2017 ha rimesso al Primo Presidente, ritenendola di massima di particolare importanza, la questione relativa alla necessità, per l’appellato – nel sistema di preclusioni introdotto con il d.l. n. 432 del 1995, conv. con modif. in l. n. 534 del 1995 e in forza del combinato disposto degli artt. 346, 347, 166, e 167 c.p.c. – di riproporre la domanda di garanzia o di regresso condizionata all’accoglimento della domanda principale già respinta in primo grado, a pena di decadenza, con la tempestiva costituzione in appello ossia entro i termini stabiliti per la costituzione nei procedimenti davanti al tribunale, oppure se la riproposizione delle dette domande possa essere effettuata anche successivamente e fino alla precisazione delle conclusioni.

Clicca qui per leggere LA MOTIVAZIONE .

Nel primo grado del giudizio i ricorrenti avevano domandato in via principale il rigetto delle richieste risarcitorie degli attori e, in via subordinata, che l’obbligazione risarcitoria scaturita dall’applicazione dell’art. 2048 cod. civ. fosse attribuita o quantomeno estesa all’istituto scolastico, nonché di essere manlevati dalle compagnie con le quali avevano stipulato polizze assicurative: si tratta, all’evidenza, di domande condizionate all’accoglimento della pretesa avversaria (principale) di cui era stata chiesta la reiezione.

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