Nov 17

Le Sezioni Unite chiariscono come si struttura un atto di appello

 

Nel mese di aprile avevo scritto che le Sezioni Unite Civili si sarebbero pronunciate su come va correttamente interpretato il dato di cui all’art. 342 c.p.c. nella nuova formulazione vigente dal 2012 (clicca qui per leggere l’ordinanza di rimessione) ed, in particolare, sulla specificità dei motivi di appello.

Finalmente é arrivata la decisione delle Sezioni Unite tanto attesa e che avrà risvolti pratici notevoli: é la sentenza n. 27199 del 16.11.2017 (clicca qui per leggerne il testo sul sito della Corte). La Cassazione al suo massimo livello ha ritenuto che  l’interpretazione degli artt. 342 e 434 c.p.c., nel testo di cui al d.l. n. 83 del 2012, conv. con modif. in l. n. 134 del 2012, deve essere effettuata nel senso che l’impugnazione individui chiaramente le questioni e i punti contestati della sentenza impugnata e con essi delle dei relativi motivi di dissenso, affiancandosi alla parte volitiva una parte argomentativa che contrasti le ragioni del provvedimento impugnato, ma dovendosi escludere, permanendo la natura di “revisio prioris instantiae” dell’appello, permanendo la sua diversità rispetto alle impugnazioni a critica vincolata, che il relativo atto debba rivestire particolari forme sacramentali o contenere la redazione di un progetto alternativo di decisione.

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Nov 16

Rinuncia al ricorso per cassazione e declaratoria di inammissibilità

La Prima Sezione della Corte di cassazione ha affermato che la declaratoria di inammissibilità per rinuncia al ricorso, può essere pronunciata “de plano”, ai sensi dell’art. 610, comma 5 bis, cod. proc. pen. – introdotto dalla legge 23 giugno 2017, n. 103 -, anche se l’atto impugnato sia stato emesso prima della entrata in vigore della nuova disposizione, trattandosi di causa d’inammissibilità già prevista e riferendosi la nuova norma al procedimento dinanzi la Corte di cassazione e non al regime delle impugnazioni.

È la sentenza n. 52268 ud. 07/11/2017 – deposito del 15/11/2017. (Link per leggere la motivazione sul sito della Corte)

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Nov 11

Reati commessi da dipendenti della P.A.: il rapporto tra giurisdizione penale e giurisdizione contabile

Sul sito della Corte di Cassazione é stata pubblicata la Relazione di orientamento n. 81 del 25.10.2017 avente i seguenti oggetti:

OGGETTO: 667002 PARTE CIVILE – AMMINISTRAZIONE PUBBLICA ED ENTI PUBBLICI – Reati commessi da dipendenti pubblici – Condanna al risarcimento dei danni nei confronti di un’amministrazione costituita parte civile – Danno patrimoniale e danno all’immagine della P.A. – Riserva di giurisdizione del giudice contabile in ordine alla liquidazione del danno – Esclusione – Orientamento di giurisprudenza.

OGGETTO: 615005 SANZIONI CIVILI IN MATERIA PENALE – RISARCIMENTO DEL DANNO – Condanna in favore della P.A. per fatto-reato del dipendente – Giudizio di responsabilità civile in sede civile o penale – Giudizio di responsabilità contabile – Rapporto tra giurisdizione penale e giurisdizione contabile – Reciproca autonomia – Rapporto di interferenza – Limiti.

Ecco il link per scaricare tale relazione dal sito della Suprema Corte

link al testo relazione

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Nov 10

Se il figlio maggiorenne abbandona il suo lavoro autonomo non può pretendere il mantenimento dai genitori.

La Cassazione Civile con sentenza con ordinanza 21615 del 19.09.2017 ha fatto  applicazione della giurisprudenza per la quale l’obbligo del genitore di concorrere al mantenimento
del figlio non cessa automaticamente con il raggiungimento
della maggiore età da parte di quest’ultimo, ma perdura finché
il genitore interessato non dia prova che il figlio ha raggiunto
l’indipendenza economica, ovvero è stato posto nelle concrete
condizioni per potere essere economicamente autosufficiente,
senza averne però tratto utile profitto per sua colpa o per sua
scelta ( cfr. Cass. n. 1773/2012; Cass. n. 12952/2016).

Nel caso di specie i genitori avevano aiutato il figlio ad aprire un’attività che poi però era stata da quest’ultimo abbandonata, figlio che poi aveva avanzato  successiva richiesta di assegno di mantenimento verso il padre.

La Corte ha ritenuto che il mantenimento non spettasse considerando gli
sforzi economici del genitore per permettere al figlio di
intraprendere un’attività economica, il mancato sostenimento
degli esami presso la scuola privata, le cui rette erano state
parimenti pagate dal genitore, il successivo abbandono della
casa familiare, nonostante i tentativi del resistente di favorire
la ricostruzione del rapporto.

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Nov 06

Modifica codice antimafia e altre norme penali: legge 161 del 17.10.2017

Sulla GU n.258 del 4-11-2017 é stata pubblicata la LEGGE 17 ottobre 2017, n. 161 recante

“Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate”.

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Nov 04

Vani accessori e seminterrati: la Regione Abruzzo emana la legge di recupero, ma il Governo la impugna

Con legge regionale 1 agosto 2017 n. 40 la Regione Abruzzo ha inteso consentire interventi di di recupero ai fini residenziale, direzionale, commerciale o artigianale di vani e locali accessori e di vani e locali seminterrati.

Il Governo però con delibera del 6 ottobre 2017 ha impugnato la legge dinanzi alla corte Costituzionale ai sensi dell’art. 127 Costituzione per violazione dell’art. 117.

Segue la legge e la delibera con cui é stata impugnata.

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Nov 02

Legge a sostegno dei piccoli Comuni

Sulla Gazzetta Ufficiale S.G. n. 256 del 2.11.2017 é stata pubblicata la legge 6 ottobre 2018 n. 158 recante:  “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni”.

Finalmente una legge ben fatta che concretamente si propone di aiutare i piccoli Comuni in tutti quei settori in cui sono in maggiore difficoltà come per esempio l’abbandono degli stessi da parte di alcuni gestori di servizi pubblici (es. Poste) o il degrado di immobili abbandonati o di terreni soggetti a rischi  idrogeolici.

Ecco il testo

Download (PDF, 138KB)

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Nov 01

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sulla motivazione dell’ordinanza di demolizione

A seguito di rimessione da parte di  Consiglio di Stato sezione VI con ordinanza del 24 marzo 2017, n. 1337,  l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato é intervenuta sul tema della motivazione dell’ordinanza di demolizione di un manufatto abusivo con l’importante decisione del 18 ottobre 2017 n. 9 (cliccare qui per leggere sul sito della Giustizia Amministrativa).

Il Supremo Consesso della Giustizia Amministrativa ha stabilito che: “Il provvedimento con cui viene ingiunta, sia pure tardivamente, la demolizione di un immobile abusivo e giammai assistito da alcun titolo, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata al ricorrere dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse (diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata) che impongono la rimozione dell’abuso neanche nell’ipotesi in cui l’ingiunzione di demolizione intervenga a distanza di tempo dalla realizzazione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi dell’onere di ripristino”.

Nella giurisprudenza amministrativa si erano formati due diversi orientamenti.

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Ott 30

Pubblicata la legge delega per la riforma della disciplina della crisi d’impresa

E’ stata pubblica la legge 19 ottobre 2017 n. 155 recante delega al Governo per la riforma della disciplina della crisi di impresa e dell’8 solvenza.

Ecco il testo ufficiale:

Download (PDF, 1.63MB)

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Ott 28

Abruzzo. Giustizia civile anni 2014-2016: i dati dei procedimenti iscritti negli otto tribunali

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Ott 28

Abruzzo. Giustizia penale anni 2014-2016: i dati dei procedimenti iscritti negli otto tribunali

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Ott 21

Le Sezioni Unite della Cassazione Civile intervengono sulla usura sopravvenuta 

Le Sezioni Unite Civili della Cassazione hanno affermato che qualora il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso del rapporto, la soglia dell’usura, come determinata in base alle disposizioni della l. n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola di determinazione del tasso degli interessi pattuita prima dell’entrata in vigore della l. n. 108 del 1996, o della clausola successiva di un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula; ed hanno escluso che la pretesa del mutuante di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato possa essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di tale soglia, contraria al dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto.
È la sentenza n. 24675 del 19/10/2017 (Clicca qui per leggerla nella versione integrale sul sito della Suprema Corte)

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